Ennesima violenza nel mondo del calcio. Siamo in serie D, la partita è Giulianova-Ancona. Un match carico di tensione che è finito nei peggiori dei modi. La donna ha un profondo taglio sulla fronte, coperto da un vistoso cerotto e protetto da dieci punti di sutura, tra superficiali e sottocutanei. La prognosi del pronto soccorso parla chiaro: dieci giorni di riposo e un trauma cranico. Eppure, a fare più male a Silvia Trillini, volto e voce di TVRS al seguito dell’Ancona, è il senso di impotenza per un pomeriggio di sport trasformato in un incubo di violenza inaudita.
Domenica scorsa, 11 ottobre, durante la radiocronaca della partita al "Fadini" di Giulianova, il finestrone in plexiglass del box stampa in cui lavorava è stato mandato in frantumi da un pugno violentissimo. A sferrarlo, un tifoso locale di mezza età, già identificato dai Carabinieri grazie anche alla denuncia presentata dalla cronista.
Le scheggiate del pannello le hanno ferito il volto a pochissimi centimetri dall'occhio. Un'aggressione giunta al culmine di novanta minuti di tensione e intimidazioni continue da parte di un gruppo di facinorosi della tribuna, in un clima diventato via via sempre più ostile e degenerato nel finale.
Il racconto
In un'intervista rilasciata a Il Resto del Carlino, la giornalista spiega: «Non siamo stati messi nelle condizioni di lavorare e ultimare il nostro servizio.
Tutta la tribuna ha inveito contro di noi per novanta minuti e ha colpito ripetutamente la cabina radio. Questa non è rivalità sportiva, è delinquenza vera e propria: un gesto disumano».Il paradosso della giornata sta nelle misure di sicurezza adottate per il match: la trasferta era stata infatti vietata ai tifosi dell'Ancona per prevenire disordini all'esterno dell'impianto.
«È paradossale: si è fatto di tutto per garantire l'ordine pubblico fuori dallo stadio, ma poi all'interno è successo l'impossibile» - poi continua - «Il trauma cranico c’è, ma poteva andare molto peggio. Se avessi avuto lo sguardo rivolto più in alto, quel plexiglass mi avrebbe colpito l’occhio destro».
Oltre all'ondata di solidarietà giunta dal mondo del giornalismo e dello sport, non sono mancati spiacevoli messaggi d'odio sui social, ai quali la giornalista ha scelto di non dare peso, affidandosi completamente al lavoro della giustizia.
Nonostante la brutta avventura e il riposo forzato che le impedirà di seguire la squadra la prossima domenica, la determinazione di Silvia Trillini rimane intatta. Nessun passo indietro di fronte alla violenza. «Non ho timore e non mi faccio intimorire» - conclude - «Ho la testa dura e, se per lavoro dovessi tornare in quello stadio, ci tornerei senza problemi. Non vedo l'ora di riprendere il mio posto e tornare a raccontare l'Ancona».
Ultimo aggiornamento: martedì 13 ottobre 2026, 17:50
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