
di Roberta GRASSI
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martedì 13 ottobre 2026, 18:25 - Ultimo aggiornamento: 19:11
A processo per l'attentato a colpi di arma da fuoco contro l'auto dell'allora allenatore della Virtus Francavilla, Antonio Calabro. Il gup del Tribunale di Lecce, Luca Scuzzarella, ha disposto il rinvio a giudizio di Mauro Vizzino, 45 anni, di Mesagne, ex consigliere regionale ed ex presidente della commissione Sanità, e del cognato Leonardo Perez, ex calciatore della Virtus Francavilla, attualmente in forza alla Virtus Erchie. La prima udienza del processo è stata fissata per l'11 gennaio davanti al giudice Marco Marangio Mauro. Il provvedimento è arrivato al termine dell'udienza preliminare sulla base della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Alessandro Prontera. I due imputati sono difesi dall'avvocato Carmine Alessandro Dell'Aquila, del foro di Brindisi, mentre Calabro, che allena il Padova in serie B è assistito dall'avvocato Marco Castelluzzo.
Secondo l'accusa, dietro l'attentato ci sarebbe stata una vendetta maturata negli ambienti calcistici.
Il motivo? Lo scarso impiego in campo di Leonardo Perez, calciatore mesagnese che nella stagione 2022-2023 militava nella formazione brindisina. Una circostanza che, secondo la ricostruzione della Procura di Lecce, avrebbe alimentato il malcontento del giocatore, fino a sfociare nell'intimidazione compiuta nella notte del 23 febbraio 2023 a Melendugno, dove era parcheggiata l'auto del tecnico salentino.
Secondo la ricostruzione della Procura di Lecce, entrambi gli imputati avrebbero avuto un ruolo nell'organizzazione dell'attentato, mentre gli autori materiali degli spari non sono stati identificati. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Alessandro Prontera, erano approdate lo scorso novembre all'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Già allora Vizzino e Perez avevano respinto ogni addebito, dichiarandosi completamente estranei alla vicenda. Il pubblico ministero aveva successivamente chiesto il rinvio a giudizio di entrambi, richiesta accolta dal gup.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli autori materiali dell'intimidazione avrebbero raggiunto l'abitazione dell'allenatore a bordo di una Smart ForTwo intestata a Perez. I colpi esplosi avevano danneggiato il lunotto e la parte posteriore dell'auto di Calabro, un'Audi A6. Alcuni momenti della spedizione sarebbero stati documentati dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Il tecnico aveva scoperto i danni la mattina successiva e si era rivolto ai carabinieri, che avevano avviato le indagini. Stando all'ipotesi accusatoria, Perez avrebbe avuto il ruolo di mandante dell'intimidazione, mentre Vizzino ne sarebbe stato l'istigatore. La contestazione formulata dalla Procura riguarda il reato di minacce.
L'inchiesta aveva conosciuto anche una prima richiesta di archiviazione, quando l'unico indagato era il calciatore. Il giudice aveva però disposto ulteriori accertamenti, al termine dei quali l'indagine era stata estesa anche all'ex consigliere regionale. La Procura aveva quindi confermato la propria ricostruzione accusatoria, chiedendo che entrambi affrontassero un processo. Richiesta accolta oggi dal giudice dell'udienza preliminare.
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