Il direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Monica Vanni: «Basta un’ecografia per fare la diagnosi: il tempo è prezioso»

«Più di 250 unità tra cui personale sanitario e di accoglienza, oltre 20 discipline sanitarie e un baby parking per consentire ai genitori di sottoporsi serenamente a controlli e visite». Monica Vanni, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord descrive le forze messe in campo al “Villaggio della Salute” e racconta come la sua progettualità aziendale sia accomunata dallo stesso obiettivo: «Raggiungere i cittadini per intercettare il bisogno, prima di ricorrere alla cure ospedaliere».

Perché sono importanti iniziative come il “Villaggio della Salute”?

«Il nostro obiettivo è andare incontro alle persone per favorire la presa in carico e la cura dei loro problemi di salute ma soprattutto rafforzare la prevenzione, intercettando un bisogno anche laddove solitamente non si manifesta. Il senso del “Villaggio della Salute” è proprio questo: durante una passeggiata in piazza, nel corso del weekend, lontano dai luoghi sanitari. Gli screening fanno guadagnare tempo sulla diagnosi e guadagnare terreno al sistema sanitario nazionale che può così liberare risorse per linee di intervento più complesse. L’obiettivo, quindi, è una sanità sempre più di prossimità, a misura di cittadino, che invoglia a volersi bene e preservare il proprio benessere».

La prossimità è uno dei pilastri dell’Asl Napoli 2 Nord?

«Nella nostra mission c’è la medicina territoriale, in particolare come aziende sanitarie locali oltre ad offrire assistenza ospedaliera, il nostro impegno principale è sul territorio. Il Pnrr, gli investimenti e le case di comunità hanno dato nuovo impulso a questo progetto e la prevenzione ne è un elemento cardine. Non più prevenzione come monitoraggio e vigilanza ma prevenzione delle malattie come antidoto alla cura. Il cittadino laddove possibile non deve arrivare in ospedale per curarsi ma può agire prima affinchè la patologia non rappresenti per lui un blocco del proprio sviluppo e dello sviluppo della collettività».

Il tema della prossimità riguarda le Case e gli Ospedali di Comunità. A che punto è l’Asl Napoli 2 Nord?

«Con il Pnrr sono state finanziate 24 Case di Comunità e 8 Ospedali di Comunità, di cui tre sono già operativi a Bacoli, Arzano e Caivano presso il Parco Verde. È una programmazione che ha richiesto un grande sforzo organizzativo e tecnico, soprattutto per affrontare le problematiche infrastrutturali e lo sforzo è ancora più impegnativo per riorganizzare i servizi assistenziali attraverso le Case egli Ospedali di Comunità e le Centrali Operative Territoriali. L'investimento di risorse e unità di organico punta a garantire percorsi assistenziali continui, dall’ospedale al domicilio, evitando ricoveri non necessari e favorendo il recupero dei pazienti vicino alle proprie famiglie».

Un esempio di percorso di prossimità?

«A Bacoli, ad esempio, abbiamo attivato un Ospedale di Comunità che lavora in continuità con gli ospedali per acuti del territorio, ma anche con quelli esterni all’Azienda. Di recente è stato accolto un paziente neurochirurgico proveniente dal Cardarelli di Napoli, che doveva proseguire una terapia antibiotica non praticabile a domicilio. Il ricovero a Bacoli gli ha permesso di avvicinarsi a casa in un ambiente sicuro e al tempo stesso orientato a favorire la relazione con la famiglia e con il territorio in cui vive. È questo il senso dei nuovi presìdi: non edifici in più, ma anelli di una rete che accompagna la persona dall’ospedale al domicilio».

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Il suo messaggio?

«Siamo fortunatamente in un periodo storico dove tutti, anche noi operatori sanitari, cominciamo a prendere in considerazione la sanità non come prestazione per chi sta male ma come programmi di informazione, prevenzione e screening e quindi agire prima della malattia affinché non diventi un limite per la propria qualità di vita. Un vantaggio che si riflette anche sul sistema sanitario».