Il dottor Costa ricorda Alex Zanardi: “Ha cambiato la mia anima, ci ha insegnato a non arrendersi”

Imola, 30 agosto 2026 – “Zanardi ha ridisegnato i contorni della mia anima di medico e di uomo”. Claudio Costa, fondatore della Clinica Mobile e per decenni punto di riferimento dei grandi campioni delle due ruote, sarà tra gli ospiti della serata “Oltre il limite”, in programma il 9 settembre al Teatro Titano di San Marino.

Un appuntamento dedicato ad Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1, due volte campione Champ Car e atleta paralimpico. Sul palco tanti amici e protagonisti dei motori, la proiezione di una versione inedita del docufilm “Voglio correre” e uno spazio per il pubblico. Costa, che con Zanardi ha condiviso momenti difficili e felici, racconta il loro legame.

Dottor Costa, quando ha conosciuto Alex Zanardi?

“Ho conosciuto Alex quando correva con la Lotus. Arrivò nel mio ambulatorio con tre fratture a un piede, dopo una caduta in bicicletta. Gli dissi: “Bene, tra tre settimane sarai guarito e potrai tornare a correre”. Ma lui, sorridendo, mi rispose: “Dottore, lei non ha capito. Io devo correre domenica”. Era martedì. Quel sorriso era talmente accattivante che rimasi emozionato”.

Una risposta che già diceva molto di lui.

“Sì, perché Alex aveva una determinazione straordinaria, ma non la esibiva mai. La accompagnava sempre con l’ironia, con la leggerezza, con quella capacità di fare sentire bene chi aveva davanti. Non era la forza di chi vuole dimostrare qualcosa: era il suo modo di stare al mondo”.

E da lì nacque il vostro legame.

“Alla vigilia di Natale venne a casa mia e mi regalò proprio la bicicletta con cui era caduto. Da quel momento è cominciata un’amicizia vera”.

Un altro ricordo particolare?

“Dopo il terribile incidente in Germania andai a trovarlo a Berlino. Era in terapia intensiva, in coma farmacologico. Sollevandogli le palpebre, capii che stava vincendo la partita più importante della sua vita. Alex aveva una forza fuori dal comune, ma non era soltanto una questione di carattere. Aveva la capacità di trasformare anche il dolore in un messaggio per gli altri”.

È anche per questo che il suo esempio continua a parlare a così tante persone?

“Credo di sì. Dopo tutto quello che gli è accaduto, Alex non ha mai scelto di chiudersi nella sofferenza. E soprattutto ha saputo mostrare che una vita può cambiare completamente senza per questo perdere dignità, bellezza e futuro. È un insegnamento enorme”.

Alex Zanardi insieme a Claudio Costa, fondatore della Clinica Mobile

Alex Zanardi insieme a Claudio Costa, fondatore della Clinica Mobile

Che cosa le ha insegnato personalmente?

“Tantissimo. L’amicizia, prima di tutto. Poi l’ironia, l’empatia, la capacità di riconoscere la sofferenza degli altri. Zanardi sapeva guardare le persone, capirle e farle sentire meno sole”.

Il 9 settembre ci sarà anche il figlio di Alex, che riceverà un francobollo commemorativo. Che significato ha questo gesto?

“È un gesto bello e delicato. Il francobollo non ricorda soltanto un campione, ma consegna la sua figura anche alle generazioni che non lo hanno visto correre. E il fatto che a riceverlo sia suo figlio rende tutto ancora più intenso”.

Che cosa pensa direbbe Alex, vedendo questo affetto?

“Forse direbbe quello che ha scritto nel libro che abbiamo firmato insieme, “Alex guarda il cielo”. Direbbe: “Quando siete affaticati dalla vita, pensate al mio esempio e guardate le stelle del cielo”.

Che cosa porterà sul palco del Titano?

“Dirò quello che mi suggerirà il cuore in quel momento. Perché con Alex non servono discorsi preparati: basta ricordarlo per quello che era, con la sua ironia, il suo coraggio e quella voglia ostinata di non arrendersi mai”.