"Il mio bisnonno nel 1896 faceva il sellaio a Cavalese, io la prima

PERGINE. "Parliamo di pezzi unici, realizzati a mano e su misura, e per questo tipo di lavorazione il lavoro non manca mai". Centotrent’anni di storia familiare, quattro generazioni e un mestiere che nel tempo è cambiato senza perdere la propria anima artigiana.

È la storia della famiglia Delugan, iniziata nel 1896 con Luigi, sellaio e tappezziere a Cavalese, e arrivata oggi fino a Nadia Delugan, titolare di Artetessile Casa a Pergine e prima donna della famiglia a raccogliere e portare avanti questa eredità. Un filo lungo più di un secolo che dalle selle dei cavalli è passato attraverso la tappezzeria fino ad arrivare ai tendaggi e alle lavorazioni su misura di oggi.

Nel suo atelier Delugan, che racconta la sua attività a il Dolomiti, realizza tende da interno ed esterno, rifà divani e poltrone e confeziona panche, cuscini, tovaglie e, più in generale, tutto ciò che può prendere forma dal tessuto all’interno di una casa, seguendo personalmente il lavoro dal sopralluogo alla realizzazione in laboratorio fino alla consegna e al montaggio.

Una tradizione che nel 2026 raggiunge il traguardo dei 130 anni, ma che deve fare i conti anche con un mercato profondamente cambiato, tra grande produzione, acquisti online e fast commerce. Una sfida alla quale Delugan risponde puntando proprio su ciò che distingue una bottega artigiana: il rapporto diretto con il cliente, la personalizzazione, l’esperienza accumulata nel tempo e la capacità di innovare senza rinunciare al lavoro manuale.

Partiamo dalla storia: come nasce Artetessile e come si è evoluta l’attività nel corso degli anni e delle generazioni?

Artetessile nasce nel 2011, ma alle sue spalle c’è una storia familiare nel settore tessile che attraversa quattro generazioni e comincia molto prima. Risale infatti al 1896, anno in cui sappiamo con certezza che il mio bisnonno Luigi Delugan lavorava come sellaio e tappezziere a Cavalese: la sua attività principale consisteva nel confezionare e riparare le selle dei cavalli. Suo figlio Enrico, negli anni Venti, si trasferì a Pergine in cerca di lavoro e fortuna e qui trovò impiego come apprendista tappezziere. La tradizione proseguì poi con suo figlio Renzo, mio padre, che acquistò un negozio in via Pennella, sempre a Pergine e successivamente siamo stati noi figli, Guido, Gino e io, a continuare l’attività artigiana. Nel 2011 ho deciso di aprire un altro negozio, specializzandomi soprattutto nel tendaggio e oggi che i miei fratelli sono in pensione anche il lavoro di tappezzeria è stato, di fatto, trasferito nel mio atelier.

Quali sono i principali lavori e servizi che realizzate per i vostri clienti?

Ci occupiamo principalmente di tendaggi da interno e da esterno, comprese quindi le tende da sole, ma senza dimenticare le nostre origini di tappezzieri. Continuiamo infatti a rifare divani e poltrone e a confezionare panche, cuscini, tovaglie e, più in generale, tutto ciò che può essere realizzato con il tessuto all’interno di una casa, anche con ricami personalizzati. Seguiamo direttamente tutte le fasi del lavoro: partiamo dal sopralluogo, realizziamo il prodotto nel nostro laboratorio e infine lo consegniamo direttamente al cliente. Lavoriamo sia con privati sia con aziende.

Lei è stata la prima donna della famiglia a proseguire l’attività: come è maturata questa scelta e che significato ha avuto per lei raccogliere questa eredità?

Prima di entrare nell’attività di famiglia ho avuto alcune esperienze lavorative in altri settori. Poi, quando mio padre stava andando in pensione, ho deciso che volevo lavorare insieme ai miei fratelli: sono rimasta alcuni anni nell’azienda di famiglia e lì ho potuto imparare tutti i segreti del mestiere. A un certo punto ho pensato di poter aprire un’attività tutta mia, continuando comunque ad avere il supporto dei miei fratelli. Ripensandoci, era anche il momento giusto dal punto di vista familiare, perché i miei due figli erano ormai abbastanza grandi da poter permettersi una mamma imprenditrice (sorride, ndr).

Però entrambi hanno scelto un'altra strada e non continueranno la sua attività.

Molte volte, dopo la scuola, sono stati con me in laboratorio e altrettante volte mi hanno accompagnata a casa dei clienti, anche se nessuno dei due ha poi scelto di proseguire la tradizione: il primogenito lavora nella Protezione civile, mentre la più piccola, che ha vent’anni, è appena entrata nella Polizia di Stato e lavora a Roma. Sono però molto orgogliosa del fatto che entrambi sappiano cucire a macchina. Il mio destino e la mia passione, invece, mi hanno portata a continuare questa tradizione familiare: possiamo dire di essere tra le botteghe storiche trentine e proprio quest’anno raggiungiamo un traguardo importante, 130 anni di attività, dal 1896 al 2026.

Entriamo ora nel laboratorio, ci racconta come si passa dal primo incontro col cliente alla realizzazione del prodotto?

Tutto parte dal rapporto con il cliente: molte delle persone che vengono da noi erano già clienti di mio padre o dei miei fratelli e quindi entrano in negozio sapendo già di volersi affidare ad Artetessile. Anche molti dei miei fornitori lavoravano già con i miei fratelli e alcuni addirittura con mio padre. Una soddisfazione: mi è capitato di vedere intere generazioni, dalla nonna alla mamma fino alla figlia, affidarsi alla nostra esperienza. Allo stesso tempo arrivano anche coppie giovani o persone che hanno conosciuto i miei lavori attraverso i social: sono clienti nuovi, che però si rendono conto che non siamo "nati ieri" e che alle spalle abbiamo competenze e conoscenze maturate nel tempo. Cerco sempre di "coccolare" i miei clienti e di farli sentire a loro agio: se, per esempio, non sono del tutto convinti della scelta di un tessuto, do loro la possibilità di portarlo a casa e guardarlo con calma nel proprio ambiente, perché è una scelta importante. Poi sono io stessa a confezionare il manufatto e, se c’è da effettuare una consegna o montare una tenda, sono sempre presente per controllare che non ci siano imprevisti, verificare che tutto sia a posto e, soprattutto, che alla fine il cliente sia soddisfatto. È anche attraverso questa attenzione che spesso tornano da noi la figlia, il nipote o magari un’amica di un cliente.

Com'è cambiato negli anni il lavoro con l'ingresso delle tecnologie?

Per quanto mi riguarda, il rapporto con il cliente non è cambiato molto, perché nel nostro settore il contatto diretto continua a essere fondamentale. Sono cambiate, naturalmente, alcune modalità pratiche: oggi possiamo fare un preventivo o una consulenza anche attraverso WhatsApp e abbiamo la possibilità di utilizzare i social come vetrina, da Facebook e Instagram fino a TikTok. Sono strumenti che facilitano il nostro lavoro e permettono anche di farci conoscere da persone nuove, ma non ne modificano radicalmente la natura: alla base rimane sempre il rapporto diretto con il cliente.

In un mercato sempre più dominato dalla grande produzione, dagli acquisti online e dal fast commerce, come si confronta una realtà artigianale come la vostra con questi cambiamenti?

Con il passare degli anni mi sono resa conto che la competizione dei prodotti commerciali è diventata molto forte. Per questo ho progressivamente abbandonato il settore puramente commerciale: un tempo, per esempio, vendevo anche articoli e biancheria per la casa. Sul lavoro artigianale, invece, la situazione è diversa. Parliamo di pezzi unici, realizzati a mano e su misura, e per questo tipo di lavorazione il lavoro non manca mai. Credo però che l’innovazione sia essenziale anche in un settore classico e tradizionale come il mio: proprio per questo tre anni fa ho aperto un sito internet e quest’anno lo sto rinnovando, mettendo maggiormente al centro la nostra esperienza nel settore e la professionalità che un’azienda come la nostra può offrire.

Guardando al futuro, quali sono le prospettive per Artetessile?

Credo che non ci si debba mai adagiare sugli allori. Bisogna continuare a cercare nuovi partner, essere presenti sui social e mantenere il sito aggiornato, mettendo sempre al centro la professionalità e l’esperienza maturate nel settore. Per me è molto importante anche il rapporto con il mondo dell’artigianato. All’interno di Confartigianato sono infatti rappresentante territoriale dell’Alta Valsugana e del settore Moda e faccio parte del Movimento Donna Impresa e di Mutua Artieri. Tutto questo mi permette di rimanere a stretto contatto con la realtà artigiana e di confrontarmi con i colleghi su esigenze, opportunità e novità. Sono competenze e conoscenze che non potrei acquisire se rimanessi chiusa da sola nel mio atelier, senza aprirmi al mondo esterno e, soprattutto, al mondo che rappresenta la mia attività.