Decima edizione.
11 ottobre 2026 alle 00:38
Il “Territorio” al romanzo di Pavignano, sceneggiatrice di “Il postino”“Per aver descritto, con uno stile partecipe, romantico e giocoso, un avvincente percorso di formazione che supera agilmente le barriere culturali e generazionali grazie alla stella polare rappresentata dalla ricerca del buon vivere e dal piacere della buona tavola e impreziosita dall’indispensabile apporto del nobile nettare chiamato vino”.
Incontri
Così “Il cuoco giapponese”, opera prima di Lucia Visonà, edito da Einaudi, vince la decima edizione del Premio nazionale enoletterario Vermentino, riconoscimento assegnato nell’ambito della manifestazione Benvenuto Vermentino, organizzata a Olbia dalla Camera di Commercio Nord Sardegna per celebrare e raccontare l’eccellenza docg prodotta nei vitigni della Gallura. Il romanzo di Visonà - classe ’89, docente di Storia antica - racconta un’amicizia strampalata vissuta a Parigi, una storia che celebra il piacere degli incontri (umani), ed è stata scelta fra trenta opere candidate e sei finaliste. Tra loro c’è quella che si è aggiudicata il Premio Territorio, istituito quattro anni fa per dare riconoscimento alle narrazioni capaci di cogliere l’essenza e la storia dei luoghi: è il romanzo “Come sale sulla pelle”, edito da Piemme, di Anna Pavignano, scrittrice e sceneggiatrice (anche) di tutti i film di Massimo Troisi (di cui è stata compagna di vita) che ha sfiorato l’Oscar con “Il postino”. La giuria definisce “prova d’autore viscerale e di grande spessore emotivo, nella quale la geografia dei paesaggi si annoda inestricabilmente con le vicende umane dei protagonisti” il libro di Pavignano, che mette in scena una storia d’amore, di coraggio e di rivalsa, sullo sfondo dell’emigrazione italiana di fine Ottocento, accompagnata dal vino delle Langhe, insostituibile compagno di viaggio e testimone fedele degli avvenimenti.
Clizia Fornasier
Con uno sguardo oltre i confini, il Premio ha conferito anche la Menzione narrativa straniera all’opera “Altrove a sud”, Edizioni Ampelos, di Robert V. Camuto, giornalista americano che vive in Europa da oltre venticinque anni. L’autore ha dato voce a donne e uomini del vino provenienti dal Mezzogiorno, in una polifonia che suona di vissuti ed esperienze. Tre menzioni speciali: “Per un’ora d’amore” di Piergiorgio Pulixi, edito da Rizzoli, “Nate dalla tempesta di Alessia Coppola”, Fazi editore, e “Prima che il tempo scada” di Paolo Massobrio, edizioni Golosario & Golosaria. Condotta da Clizia Fornasier, l’attrice e scrittrice, finalista al Premio dello scorso anno, che ha raccolto il testimone dall’attore Neri Marcorè, conduttore delle ultime tre edizioni, la cerimonia ha ospitato lettori, editori, critici letterari e book influencer per raccontare le opere in concorso e promuoverle nelle loro community. Con l’attore Daniele Monachella, autore dei reading tratti dalle pagine intrise di vino e di storie dei territori che, ieri nelle sale del Museo archeologico, hanno presentato le trame dei libri in gara e la potenza delle parole che intrecciano viti e vite.
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