«Mai fatto il mio nome, sono impegnato a fare il sindaco di Napoli». Poi l’invito-sferzata alla sua parte politica, il centrosinistra: «Serve definire prima possibile il programma. Io penso che i programmi non si fanno nei talk show televisivi, i programmi si fanno parlando con la gente, chiedendo alle persone cose serve a iniziare dai salari troppo bassi». Chiuso il discorso - da lui mai aperto - come federatore del campo largo tra i due contendenti Elly Schlein e Giuseppe Conte, il sindaco e presidente dell’Anci Gaetano Manfredi ora ha testa e cuore sulla città, sul bis in Comune. Che non significa rinunciare a quel ruolo politico di livello nazionale che di fatto gli è riconosciuto. Ieri, non a caso, è stato prima a Roma a “Progetto Civico” di Alessandro Onorato, il partito dei sindaci dove è molto impegnato. «Bene se Onorato parteciperà alle primarie perché sta raccogliendo tante energie che sono oggi nell’ambito del campo progressista, ma che non sono inquadrate nei partiti tradizionali». Dalla Capitale poi Manfredi è andato a Montepulciano dove ha partecipato alla tre giorni del Pd. Li scommettono che a maggio potrebbe esserci l’election day, ma la palla è nelle mani della premier Giorgia Meloni e soprattutto del Presidente Sergio Mattarella. Scenario che comunque avvicina il tempo delle scelte definitive per i dem e tutto il campo progressista. «Alessandro Onorato - insiste Manfredi - può dare un suo contributo significativo alla costruzione della proposta politica del campo progressista è sicuramente un valore aggiunto che non va trascurato».
La proposta
Manfredi dal palco del Pd v diretto al sodo, il suo cruccio è il programma che non c’è e lo dice con chiarezza così coem sul tema dell’unità della coalizione: «Per vincere - spiega Manfredi - dobbiamo sempre stare insieme, l’unità è un valore imprescindibile. Insieme abbiamo l’opportunità di cambiare il Paese. Parlo da sindaco di Napoli, veniamo da giorni complicati la protesta che parte da reali difficoltà ha messo a dura prova la città. Ma cosa che più mi ha colpito è che i cittadini che più hanno patito la protesta, gente che va a lavorar, a fare la spesa a portare i figli a scuola davano ragione agli autotrasportatori che facevano una battaglia contro il caro vita. Sono le difficoltà e la sofferenza della quotidianità». Quindi l’invito al partito della Schlein: «Voglia lanciare un messaggio al Partito democratico e a tutta la coalizione: si inizi a lavorare subito per una proposta, mi auguro in tempi rapidi, agli italiani. Dobbiamo dare risposte ai problemi reali delle persone, dal salario non sufficiente, dal costo degli affitti insostenibile come quello dei libri. Parlare di questo significa costruire un nuovo patto sociale con i nostri elettori». Per il sindaco «la competitività del sistema è stata basata sui bassi salari. La destra non si preoccupa di questa gente se riusciamo a essere capaci di dare risposte concrete vinceremo. Dobbiamo parlare a chi oggi è in difficoltà».
Manfredi parla di Europa che così come è adesso non gli piace. «I cittadini sicuramente, a noi sindaci ci chiedono più salario, ma noi più salario non glielo possiamo dare perché non dipende da noi, dipende ovviamente da una politica nazionale e anche da una politica europea, noi siamo fortemente europeisti però vogliamo un’Europa che sia più vicina alla gente e meno vicina alla burocrazia». E poi la sua battaglia storica dai ai comuni più risorse: «Ma noi che risposta gli possiamo dare ai cittadini? Gli possiamo garantire dei servizi di qualità a un costo più basso? Poter prendere dei mezzi pubblici che funzionano veramente e nei quali il biglietto è un biglietto accessibile, evitando che loro prendano la macchina la mattina e vanno a fare il pieno di benzina. Gli possiamo garantire una scuola di qualità. soprattutto le scuole primarie, le scuole dell’infanzia che dipendono da noi. Con un buon servizio di mensa, dove i loro figli sono curati, sono accuditi, dove hanno ambienti sani e dove possono formarsi veramente. Possiamo garantire ai nostri anziani dei servizi sociali migliori. Alle persone che stanno in una periferia di poter avere meno marginalità, quindi riqualificando le strade, migliorando l'illuminazione stradale. Possiamo migliorare il verde per garantire delle città che siano ambientalmente più sostenibili». Manfredi poi chiarsce: «Ma per far questo abbiamo bisogno di risorse, abbiamo bisogno che i comuni abbiano quella capacità di spesa che garantisca loro la possibilità di dare una risposta concreta agli italiani. E oggi purtroppo questo non ce l’abbiamo».