Sannazaro, il ministro della Cultura Giuli: «Teatro già acquisito: manca il dissequestro»

Cinque milioni per acquisire il Sannazaro, meno tasse sul mercato dell’arte e investimenti sportivi nei quartieri: Napoli misura sulle risorse e sui progetti la sfida di trasformare cultura e inclusione in sviluppo. Da qui è partito il confronto della seconda giornata dei City Talks, conclusi ieri nella sede dell’Acen, in Riviera di Chiaia. Il format, ideato e realizzato da Spin Factor, la società fondata da Tiberio Brunetti, ha riunito istituzioni e imprese sul tema «Le sfide», intrecciando patrimonio culturale, sport e intelligenza artificiale.

Il dossier più atteso per la città è quello del teatro Sannazaro. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato che i cinque milioni necessari sono già accantonati nella programmazione triennale. «Per quanto mi riguarda è già come se fosse stato acquisito dallo Stato», ha detto. Il passaggio resta subordinato al dissequestro, alle verifiche tecniche e di sicurezza e alle procedure con l’Agenzia del Demanio, con cui il dialogo è in corso. La disponibilità finanziaria, ha precisato, non equivale dunque a una riapertura immediata: prima occorre garantire le condizioni per accedere e operare nell’immobile.

«Il Sannazaro tornerà bello più di prima, a disposizione dei napoletani», ha assicurato Giuli, richiamando il sostegno ai gestori e la disponibilità degli spazi del Teatro di Corte di Palazzo Reale. Legalità, sicurezza e finanziamenti sono i tre criteri indicati per completare l’operazione.

Gli interventi 

Sul mercato dell’arte il ministro ha rivendicato la riduzione dell’Iva dal 22 al 5 per cento per opere d’arte, antiquariato e beni da collezione: «Il più grande e imponente taglio di tasse di questo governo riguarda la cultura». Una leva che, nelle prospettive illustrate da Giuli, può sostenere un incremento del 20 per cento del volume del mercato. Napoli, ha sottolineato, è uno degli epicentri più interessanti dell’arte moderna e contemporanea: proteggere le gallerie dalla concorrenza internazionale significa rafforzare un settore con margini di crescita. «Un sano rapporto tra pubblico e privato garantisce sviluppo».

La stessa logica di investimento ha attraversato l’intervento del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Dagli incontri tecnici sulla manovra con il ministero dell’Economia, ha riferito, non sono emersi tagli allo sport: «Mi aspetto che le risorse vengano incrementate». Per Napoli il banco di prova è l’offerta quotidiana, soprattutto gratuita, nei territori più esposti al disagio. Abodi ha citato Caivano, Scampia e Secondigliano, il lavoro con il Comune a Ponticelli e quello con don Antonio a Pianura. «Lo sport è una difesa immunitaria sociale»: dove è presente, ha spiegato, il disagio può essere contenuto e contrastato.

Agli interventi nei quartieri si affiancano gli investimenti nelle palestre scolastiche, per un miliardo di euro in Italia, e il bando per recuperare la funzionalità sportiva degli oratori. Sull’ipotesi di una candidatura olimpica Roma-Napoli per il 2036, il ministro ha chiesto un confronto tra Coni, governo e territori, chiarendo ruoli e risorse prima di avanzare: i dossier olimpici sono anche progetti di trasformazione urbana e vanno costruiti con concrete possibilità di successo. Il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti ha posto al centro regole, sanzioni e tutela della persona nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il lavoro in sede G7 e Onu punta a una base condivisa; con l’IA agentica, ha osservato, sarà decisivo sapere quali attività si delegano e se la delega possa essere revocata. Per la deputata di Fratelli d’Italia Marta Schifone «il tema delle competenze è diventato una vera emergenza».

Sul versante industriale Angelo Mazzetti, direttore delle Relazioni istituzionali di Meta per Italia, Grecia, Cipro e Malta, ha indicato negli occhiali con IA un terreno di leadership europea. La partnership con EssilorLuxottica, ha spiegato, collega manifattura e tecnologie digitali nella prospettiva di una «superintelligenza personale». L’obiettivo è rendere gli strumenti accessibili e utilizzabili da cittadini e imprese: dispositivi indossati ogni giorno, capaci di vedere e ascoltare ciò che percepisce l’utente. La prospettiva che lega l’innovazione alla forza delle produzioni europee. A condurre i confronti Simona Branchetti, giornalista Mediaset, e, per il dialogo conclusivo con Giuli, il direttore dell’Adnkronos Davide Desario.