In viaggio al centro Enea del Brasimone. “Qui lavoriamo per il futuro del nucleare”

Camugnano (Bologna), 9 settembre 2026 – È tra lo specchio del lago e il silenzio della natura che sorge il Centro Ricerche Enea del Brasimone, luogo in cui il futuro delle tecnologie e l’ombra antica dei rilievi sembrano quasi sfiorarsi tra loro. Un vero e proprio presidio di scienza dedicato allo studio e allo sviluppo delle tecnologie nei settori della fissione di quarta generazione e fusione nucleare a confinamento magnetico, in cui circa cento dipendenti, studenti e dottorandi, coltivano ogni giorno la ricerca teorica e sperimentale tra laboratori e infrastrutture all’avanguardia.

Proprio qui, in questo angolo di terra a cavallo tra Emilia-Romagna e Toscana, le porte del centro si sono aperte ieri mattina per accogliere i vertici di Enea e di Newcleo: con la società europea, fondata nel 2021, prosegue infatti il cammino di una collaborazione avviata anni fa, che custodisce l’ambizione di sviluppare un reattore di quarta generazione raffreddato a piombo liquido, pensato per produrre energia pulita.

Mariano Tarantino, Gianluca Calabretta, Francesca Mariotti ed Elisabeth Rizzotti

Mariano Tarantino, Gianluca Calabretta, Francesca Mariotti ed Elisabeth Rizzotti

Il nostro viaggio nel centro di Brasimone 

Il nostro viaggio nel cuore della ricerca inizia non appena allacciamo il caschetto di protezione: varcare la soglia dell’area urbanizzata del centro — con i suoi 17 edifici e le hall sperimentali distribuite su 31.000 metri quadrati — regala quasi la sensazione di entrare in un film di fantascienza, in cui il tempo sembra correre sempre più veloce.

Tra i principali impianti e sistemi di ricerca custoditi all’interno del centro, è obbligo fermare il passo davanti al simulatore elettrico Precursor, imitazione di un reattore nucleare con raffreddamento a piombo, che sarà operativo entro la fine dell’anno (con la prospettiva di vedere il primo reattore commerciale in funzione nel 2032 negli Stati Uniti e nel 2034 in Francia).

Una foto scattata al centro Enea del Brasimone

Una foto scattata al centro Enea del Brasimone

"La forza di questa tecnologia sta anche nella sostenibilità”

“La forza di questa tecnologia sta anche nella sostenibilità – sottolinea la cofondatrice di Newcleo, Elisabeth Rizzotti – perché permette di chiudere il ciclo del combustibile. I reattori consumano per funzionare le scorie prodotte dagli impianti tradizionali, non rendendo necessari interramenti o altre dispersioni di materiali di scarto. Siamo vicini a portare il progetto su scala industriale".

Dal 2022 al 2026, Newcleo ha investito già 61 milioni di euro, con la volontà di continuare a farlo anche in futuro. Quello di Brasimone, infatti, è un centro che nel suo complesso rappresenta un vero e proprio “fiore all’occhiello dei 14 centri di ricerca Enea sparsi per la penisola” ha ricordato poi la presidente Francesca Mariotti, poco prima dell’inaugurazione di una sottostazione elettrica costata 15 milioni. “In questo luogo si produce conoscenza e il sistema paese ne ha fortemente bisogno – ribadisce Mariotti – e vantiamo un patrimonio di competenze dal valore inestimabile”.

Tecnologie all'avanguardia

Tecnologie all'avanguardia

Vincenzo Colla: “Moderati contro i populismi”

In prima fila anche Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione: “Sull’energia dobbiamo essere moderati e stare nella verità, o vincono i populismi di entrambe le parti – ha sottolineato –. All’Italia serve diventare più autosufficiente in termini energetici come all’Europa che ora è schiacciata fra Usa e Cina. Nel mix di fonti che ci può aiutare, idrogeno, rinnovabili, biocarburanti e così via, c’è anche il nucleare”.

Il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla

Il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla

Ad applaudire il centro di ricerca c’erano anche il sindaco di Castiglione dei Pepoli, Tommaso Tarabusi, e il vicesindaco di Camugnano, Ubaldo Lazzari, che hanno sottolineato l’importanza del sito per il territorio. Quest’ultimo ha poi colto l’occasione per un piccolo appunto, evidenziando la necessità di rendere più moderno l’ingresso del centro.

Una sollecitazione a cui ha prontamente risposto la presidente Mariotti: “Sono d’accordo che sia necessario un maquillage, ma ricordo anche, non senza un velo di tristezza, che con il contributo statale che Enea riceve copriamo solo il 59% degli stipendi dei nostri 2.200 ricercatori. Tutto il resto dobbiamo recuperarlo sul campo, dalle risorse europee ai bandi di gara”.