PORDENONE - Incendio nel carcere di Pordenone. Il rogo è scoppiato verso le 22.45 di ieri, lunedì 17 agosto. Drammatico il bilancio: un detenuto è morto intossicato. Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, il 19enne, arrestato una ventina di giorni fa per resistenza in seguito a una rissa scoppiata nel centro, avrebbe dato fuoco al materasso presente all'interno della sua cella.
I soccorsi
Nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario arrivato in struttura di piazza della Motta con ambulanza e automedica, il giovane è deceduto. Un altro detenuto e un agente della polizia penitenziaria sono, ora, in osservazione al pronto soccorso dell'ospedale di Pordenone. I vigili del fuoco di Pordenone hanno operato tutta la notte: una volta liberato il primo piano dai fumi, hanno presidiato la zona per precauzione fino alle prime luci dell'alba.
Il sindaco Basso
“Quando si arriva a gesti così estremi di disperazione, nell’immediato le considerazioni lasciano spazio alla carità cristiana - le parole del Sindaco Alessandro Basso, che dopo il dramma ha sentito telefonicamente il direttore della struttura, Leandro Salvatore Lamonaca - che ci invita a guardare con pietà umana anche alle vicende più complesse, come quella di questo giovane che non posso che definire inenarrabile. Nella telefonata con il direttore Lamonaca ho espresso il ringraziamento più sincero - dell’amministrazione, della città e mio personale - agli agenti di polizia penitenziaria, al personale sanitario e ai vigili del fuoco, che con prontezza e senso del dovere hanno gestito una situazione di straordinaria complessità, mettendo in sicurezza la struttura e tutte le persone presenti». Conclude Basso: «Guardando al futuro, penso anche al nuovo carcere di San Vito al Tagliamento, un'infrastruttura che porterà miglioramenti concreti sia per i detenuti sia per gli operatori, in spazi più adeguati a garantire dignità e sicurezza non solo a chi sconta il proprio debito con la giustizia, ma anche a chi in quel contesto lavora ogni giorno tra enormi pressioni e responsabilità».
La denuncia del PD: «Superati i limiti di criticità»
«Questo ennesimo dramma riporta duramente in primo piano una realtà che denunciamo da tempo ed emersa anche nel sopralluogo della scorsa settimana: all'interno del carcere del Castello di Pordenone sono superati i limiti della criticità e si muore. Chiediamo con forza al Governo e in particolare al Ministero della Giustizia di accelerare urgentemente la conclusione dei lavori e l'apertura della nuova struttura penitenziaria di San Vito al Tagliamento. Chi delinque deve espiare la sua pena, ma è uno scandalo quando muore un uomo in una prigione dello Stato».
Lo dichiarano il segretario del Pd provinciale di Pordenone Fausto Tomasello e la componente della segreteria regionale Pd Fvg Valentina Francescon, che hanno espresso «vicinanza anche agli agenti di custodia sottoposti all'impatto di questa tragedia umana a eccezionali condizioni di stress lavorativo». I due esponenti dem denunciano «ancora una volta le insostenibili condizioni di vita dei detenuti e di tutto il personale operante della struttura. Sovraffollamento, spazi inadeguati e tensioni costanti mettono quotidianamente a rischio la sicurezza e la dignità delle persone».