Incubo alla Tassina: il clochard con il decreto di espulsione che ha danneggiato la Madonnina trova rifugio nell'edicola abbandonata

Da un quartiere all’altro, alla ricerca di un posto dove trascorrere la notte. Dopo l’episodio della Madonnina scaraventata a terra nel tempietto della Tassina, Mohamed, il giovane che da mesi viene segnalato dai residenti per i suoi comportamenti, avrebbe cambiato nuovamente rifugio. Prima il parco vicino alla palestra comunale, poi il giardino di una villetta a schiera e l’ingresso di un’abitazione in via Col di Lana. Infine, secondo le ultime segnalazioni, i locali dell’ex edicola dismessa di via Gino Piva, in Commenda Est. Una presenza che continua a destare preoccupazione, ma che riporta al centro anche una domanda: come intervenire per affrontare una situazione di disagio che, con il semplice allontanamento da un luogo, rischia soltanto di ripresentarsi altrove? 


LA SITUAZIONE

Le ultime testimonianze raccolte da Angelo Maffione, vice referente del Comitato di Controllo di Vicinato della Tassina, raccontano di nuovi episodi avvenuti dopo il gesto che ha scosso il quartiere. Il giovane, dopo aver afferrato la statua della Madonna e averla gettata a terra in seguito al richiamo di un residente che lo aveva trovato a dormire nel sacco a pelo, avrebbe cercato un’altra sistemazione proprio nella zona. 

Il ragazzo avrebbe tentato inizialmente di trascorrere la notte nel giardino di una villetta a schiera di via Col di Lana. In un’altra occasione sarebbe riuscito a superare il cancello che dà accesso alla rampa di un garage, sistemandosi davanti all’ingresso per riposare. A tradirlo sono stati i rumori e il trambusto provocati mentre cercava di trovare una posizione comoda. Il residente, insospettito da quei movimenti, ha quindi chiamato le forze dell’ordine, intervenute sul posto e riuscite a farlo allontanare. 


IL “TRASLOCO”

Non sarebbe l’unica zona in cui il giovane avrebbe cercato riparo, che rifiuta l’appoggio della Caritas perché non propenso a sottostare a orari e regole. Stando alle informazioni arrivate a Maffione, nelle notti scorse Mohamed si sarebbe sistemato anche nell’ex edicola di via Gino Piva, in Commenda Est, trovando posto contro il parapetto, al riparo dal vento e dalle intemperie. Una presenza che potrebbe non essere ancora stata notata dagli abitanti della zona. «Gesti di stizza del ragazzo sono stati notati anche davanti al Lidl - riferisce Maffione - il punto è capire come aiutarlo, perché rifiutarlo e farlo andare via da un posto non risolve il problema». La vicenda era già finita al centro dell’attenzione dopo quanto accaduto nel piccolo tempietto mariano della Tassina, dove il giovane aveva rovesciato anche un vaso di fiori. La statua, fortunatamente, aveva riportato soltanto una graffiatura ed era stata rimessa al suo posto con l’intervento della Polizia locale. Ma per i residenti il gesto aveva rappresentato un campanello d’allarme, anche alla luce di altri episodi riferiti nel quartiere. Secondo quanto raccontato da Maffione, in passato il ragazzo avrebbe approfittato di garage lasciati aperti per entrarvi e prendere alcuni oggetti. Tra gli episodi segnalati figurerebbero anche la sottrazione di una bicicletta e quella di un portafoglio, poi ritrovato abbandonato dietro il tempietto della Madonna. 

Comportamenti che alimentano l'apprensione dei residenti e che, secondo il Comitato, richiedono una risposta concreta. Intanto, sempre secondo le informazioni riferite a Maffione, il giovane sarebbe stato identificato dalle forze dell’ordine come un gambiano irregolare, destinatario di un decreto di espulsione. Lunedì, con la riapertura dell’ufficio immigrazione, gli addetti dovrebbero procedere a rintracciarlo per accompagnarlo in un Centro per il rimpatrio. Un passaggio che, se confermato, potrebbe aprire un nuovo capitolo della vicenda. Resta però la questione sollevata dai residenti: la sicurezza del quartiere e la necessità di affrontare una condizione di marginalità.