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- Isole di calore: la mappa. Centro, cuore rovente e il paradosso della collina
L’analisi delle temperature nelle varie zone del territorio secondo Meteo Reggio. “A Canossa, Carpineti e Baiso minime analoghe o superiori a quelle cittadine”

All’interno dell’esagono cittadino, la temperatura minima si è attestata sui 23,3°C

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Reggio Emilia, 7 settembre 2026 – Basta fare due passi nel cuore di Reggio a tarda sera per avvertire quell’aria appiccicosa, talvolta soffocante, che non dà tregua, diventata tipica delle notti estive e intrappolata tra i palazzi come una cappa invisibile.
“Non è solo un’impressione, ma un fenomeno microclimatico ben noto, che prende il nome di Isola di Calore Urbano (Urban Heat Island)”, dicono gli esperti nell’istantanea offerta dalla rete di monitoraggio di Meteo Reggio sulle minime notturne del 5 settembre 2026 mostra chiaramente come suolo e orografia dettino le regole del clima locale. All’interno dell’esagono cittadino, la temperatura minima si è attestata sui 23,3°C, dando vita a una vera e propria ‘notte tropicale’. A determinare questo accumulo di calore – secondo gli esperti della seguita pagina Fb – contribuiscono diversi fattori: il cemento, l’asfalto e i mattoni assorbono energia solare di giorno per rilasciarla lentamente di notte; i ‘canyon urbani’ formati dai palazzi alti riducono la ventilazione e intrappolano gli infrarossi; la scarsità di vegetazione azzera il raffrescamento per traspirazione; infine, il traffico e i condizionatori, ma anche gli impianti industriali, sono responsabili dell’immissione di calore diretto.

La mappa delle temperature della notte del 5 settembre elaborata da Meteo Reggio grazie alla loro rete di monitoraggio
Il ‘divario’ con la periferia e la collina
Il divario con le frazioni e i quartieri periferici aperti — come Roncocesi (18,4°C), Cella e Fogliano (entrambe a 17,3°C) — arriva così a ben 5-6°C.
Ma c’è un secondo dato, a prima vista sorprendente, che emerge dai rilievi: spostandosi nella prima fascia collinare e medio-appenninica, località come Canossa, Carpineti e Baiso (oltre i 400 metri di quota) hanno registrato minime notturne del tutto analoghe o persino superiori a quelle cittadine, con punte fino a 24°C. Com’è possibile che in quota faccia più caldo rispetto alle campagne di pianura? La risposta risiede nell’inversione termica notturna. Durante le notti serene e con poco vento, il suolo della pianura si raffredda rapidamente per irraggiamento. L’aria a contatto con il terreno, diventando fredda e pesante, tende a ristagnare nei punti più bassi e nei fondovalle. Al contrario, l’aria più calda e leggera viene spinta in quota, lasciando i versanti collinari e i crinali (tra i 300 e i 600 metri) al di sopra di questo ‘cuscinetto’ freddo e immersi in uno strato termico più mite ed esposto alle brezze.
Due facce della stessa medaglia estiva, documentate da Meteo Reggio: in città il termometro resta alto per via del cemento e dell’impatto antropico, mentre in collina a dettare legge è la dinamica naturale dell’atmosfera.
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