Jet privato, la nuova Itama 70, una Range Rover one-off da mezzo milione di euro e il tramonto dal Phi Beach: 48 ore a Porto Rotondo per capire che il vero lusso è il tempo; e la passione
16 luglio 2026

Gruppo Ferretti
C'è un momento preciso in cui capisci che il weekend non sarà come gli altri. Nel mio caso è un venerdì mattina, quando una Mercedes Classe S si ferma sotto casa e l'autista mi apre la portiera come se fosse la cosa più naturale del mondo. Destinazione: Linate Prime, il terminal privato di Milano. Da lì comincia l'Itama Power Circle, tre giorni tra Porto Rotondo e Porto Cervo organizzati da Itama, il marchio di Ferretti Group che dal 1969 costruisce i più iconici open italiani, per presentare ad armatori e ospiti selezionati la nuova Itama 70. E per insegnare, a chi come me arriva da una vita a misura di metropolitana, un breve tutorial per imparare a sognare.
Lezione numero uno: il lusso è il tempo (ovvero, come si vola in jet privato)
Chi vola con un jet privato non compra un aereo più bello. Compra il tempo. Niente due ore di anticipo, niente code, niente nastri che inghiottono trolley. Scendi dall'auto, attraversi la lounge, un controllo di sicurezza gentile quanto rapido –con caffè offerto, perché anche la burocrazia qui ha buone maniere– e un van ti porta dritto davanti all'hangar, dove il Praetor 600 di Flexjet ti aspetta con la scaletta abbassata.
Prima l'autista in direzione Linate Prime, poi il jet privato Praetor 600 di Flexjet in direzione Olbia.
Meta AI Glasses - M.Dall'avaA bordo, il concetto di posto a sedere viene riscritto: al posto dei sedili, 7 poltrone in pelle da salotto buono accompagnate da un divanetto a due posti, tavolini estraibili in radica, punti luce dorati. Una hostess dedicata ci vizia dal primo all'ultimo secondo: cocktail di benvenuto, patatine e caviale –accostamento che da solo vale il viaggio– e per me, che di mattina non bevo alcolici, una spremuta d'arancia eseguita al momento. C'era comunque l'imbarazzo della scelta. A pranzo, in quota, champagne e Amarone accompagnano tartine al tartufo e spiedini di prosciutto e melone. La toilette? Non l'ho nemmeno vista: il volo per Olbia dura meno di cinquanta minuti. Giusto il tempo di abituarsi all'idea che si possa viaggiare così.
Lezione numero due: lo stupore va messo in scena
Porto Rotondo, Hotel Sporting, sera del venerdì. Sul prato che scende verso il mare, un grande cerchio cromato incornicia un'Itama 70 fiammante ancorata in rada: è l'unveiling ufficiale del nuovo modello, svelato mentre uno spettacolo pirotecnico illumina la baia. Noi giornalisti abbiamo un tavolo tutto nostro; cortesia strategica: così evitiamo di tempestare di domande gli armatori accorsi per l'occasione. La cena è a base di piatti tipici sardi come la fregola ai frutti di mare: spaziale! E poi il buffet dei dolci: è di quelli che mettono a dura prova qualunque dieta (la mia ha resistito, con onore ma a fatica), e tra balletti e musica dal vivo la serata è così riuscita che un gruppo di ragazzi in gommone tenta di imbucarsi dalla spiaggia. Peccato per loro: provarci sotto gli occhi di trecento persone non è esattamente una strategia da ninja. Rimandati a casa.

All'Hotel Sporting di Porto Rotondo per l'unveiling dell'Itama 70.
Ferretti GroupIo il ninja lo farò l'indomani, ma ci arriviamo. Intanto mi ritiro in camera e mi godo il concerto spaparanzato sul divano in vimini del mio terrazzo, che –guarda caso– affaccia proprio sul palco incastonato tra gli scogli. Anche questo, sospetto, non è un caso: all'Itama Power Circle nulla lo è.
Lezione numero tre: la parata (e l'onda che non guarda in faccia nessuno)
Sabato mattina mi sveglio presto, per abitudine. La camera è a bordo mare e un bagno all'alba è d'obbligo: zero persone, il rumore delle onde, il canto dei gabbiani. Poi colazione e vestizione da regata: bermuda blu, camicia di lino, mocassini da barca, crema protezione 50.
Alle 11 salgo a bordo dell'ammiraglia, l'Itama 75 –poco meno di 24 metri– insieme a Stassi Anastassov, CEO di Ferretti Group, per il momento più atteso: la parata della flotta. Dietro di noi, una ventina di Itama di ogni taglia, dal 45RS fino ai modelli più grandi, in navigazione coordinata lungo la costa smeraldina. Superiamo i 36 nodi. Al timone, scopriremo solo a evento concluso, che dietro al pilota professionista c'era l'armatore stesso della barca, che per l'occasione ha indossato la divisa marinaresca fornita da Itama. Con lui, anche il comandante e un mozzo per le manovre di attracco.

Vista aerea della parata della flotta Itama in navigazione lungo la Costa Smeralda, Sardegna, con le scie delle eliche di superficie — Itama Power Circle 2026.
Ferretti GroupPoi succede la cosa (forse) più inaspettata della giornata: la scia di un'onda provocata da un'altra imbarcazione si scontra con la nostra prua un attimo prima che l'avantop venga azionato, e da quello spiraglio l'acqua entra e ci inzuppa tutti, CEO compreso. Un urlo di stupore collettivo, poi una risata generale: perché il mare, a differenza di tanti altri ambienti del lusso, è profondamente democratico. Quindici minuti di vento a 36 nodi e siamo di nuovo asciutti. Anastassov, nel frattempo, non ha mai smesso di raccontare la sua visione su Ferretti Group e i suoi marchi: un uomo che parla del proprio lavoro con l'entusiasmo di chi non lo considera un lavoro, e che tra un aneddoto e l'altro trova sempre il tempo di sentire i figli al telefono. Un CEO globale, e prima ancora un papà presente anche a distanza. Un dettaglio che dice molto.
Lezione numero quattro: il diavolo (e l'oro zecchino) sta nei dettagli
Il pomeriggio è dedicato a un altro modo di intendere l'artigianalità: quello di Range Rover, partner automotive dell'evento. Lo spazio del marchio, adiacente alla Marina di Porto Cervo, ospita persino un fiorista interno — fiori freschi tutto il giorno, e un omaggio floreale alle ragazze del gruppo media prima di entrare. Classe.
Dentro il Range Rover Bespoke Studio troneggia la Pearl of Tay, una one-off (un esemplare unico) che riassume tutto il senso della personalizzazione estrema: carrozzeria bicolore, perla sopra e bianco sotto con sfumatura che svanisce nell'ultimo terzo della vettura, interni in pelle Tyrian viola e crema con ricami ispirati alla rara ostrica perlifera scozzese che le dà il nome, e la scritta Range Rover in oro zecchino, realizzata a mano –come i paddle del cambio placcati oro 24 carati– da un gioielliere italiano di quinta generazione nel quartiere degli orafi di Birmingham. Attenti a dove la parcheggiate. La vettura (come sempre) non è in vendita e il suo valore supera i 550mila euro, ma (come sempre) accade arriverà qualcuno che la vorrà, e ovviamente sarà per subito: le ferie, si sa, non sono eterne.
Poi ognuno di noi prende una Range Rover: io la SV passo corto con powertrain Plug-in Hybrid, una bomba; i colleghi due Range Rover Sport Dynamic HSE. Il test drive di rientro verso l'Hotel Sporting lo facciamo quasi tutto in off-road, tra rocce e macchia mediterranea. Un percorso che questi 4X4 Made in England eseguono a occhi chiusi, ovviamente. A tenerli aperti per proteggere la carrozzeria da piante spinose e pietre appuntite c'ero io giusto perché la versione da me guidata è attualmente quotata sui 220mila euro. Così, giusto per dire.

Tra Porto Cervo e Porto Rotondo la via più bella non è asfaltata: la Range Rover Sport nel suo elemento, sospesa tra macchia mediterranea e il blu dell'arcipelago di La Maddalena.
Ph. MG.Dall'AvaLezione numero cinque: il tramonto va guadagnato (a 36 nodi)
Il gran finale è al Phi Beach, a Baja Sardinia. Dall'hotel: circa 40 minuti di taxi, oppure 20 minuti con l'Itama 75. Indovinate quale mezzo abbiamo preso? Il mare ha onde tese, eppure la barca è di un'assoluta stabilità, un missile che si lascia dietro una scia d'acqua alta come la coda di un gallo: è l'effetto delle eliche di superficie, la firma tecnica degli Itama. Il tender del locale viene a prenderci e arriviamo in spiaggia un quarto d'ora prima del tramonto, con il sole di fronte che scende lentamente a nascondersi tra l'isola di Caprera e La Maddalena. Poesia pura: la gente che danza guardando il sole, un sassofono dal vivo, un free drink tra le mani, e poi la notte in discoteca dove da qualche stagione il Phi Beach serve piatti anche sul rooftop. Allestimento total-Itama, ça va sans dire.
L'oggetto del desiderio: Itama 70, uno yacht travestito da motoscafo
E la protagonista, la nuova Itama 70? Ormeggiata in rada, era di proprietà di un armatore presente all'evento, e visitarla non è stato possibile. Ma io, lo confesso, l'ho circumnavigata "tipo ninja" a bordo di un Seabob –quei siluri elettrici subacquei, anche loro partner dell'evento– partendo dalla riva. Da vicino è bellissima: 21,23 metri disegnati da Vallicelli Design, l'ampio prendisole di prua integrato nella coperta, le vetrate laterali che attraversano lo scafo, due MAN V12 da 1.550 cavalli per 40 nodi di velocità massima. Un motoscafo, anzi di più: uno yacht con le sembianze di un fuoribordo.
A bordo dell'Itama 75.
MG.Dall'AvaGli interni li ho toccati con mano sulla sorella maggiore, il 75, e sono la dimostrazione della tesi di questo tutorial: da fuori gli Itama sembrano fuoriserie, lunghi e stretti, e invece sotto coperta trovi più di due metri d'altezza, una cucina da veri chef e una sala relax che non ti aspetti. Un lavoro mirabolante di definizione degli spazi. Sull'Itama 70, il layout prevede tre cabine –master a poppa– tutte con bagno en suite. L'attenzione al particolare, qui, non è un claim di marketing: è un mestiere.
La lezione finale: il tutorial, quello vero
Domenica mattina: colazione, check-out, transfer per Olbia, ritorno alla realtà. E allora, cosa resta di 48 ore da multimilionario? Restano le persone, che in questo viaggio avevano tutte una cosa in comune (oltre ai soldi): la passione. Gli armatori Itama sono appassionati. Il CEO di Ferretti Group è appassionato al punto, dicono, da non prendersi mai un giorno di ferie. Ma la passione, da sola, è solo energia: serve una direzione. È quando la passione incontra una visione che nascono le imprese. Flexjet, Itama, Range Rover esistono perché qualcuno, un giorno, ha visto qualcosa che ancora non c'era — e ci ha creduto abbastanza da costruirlo.

La notte di Itama al Phi Beach.
Ferretti GroupLa passione trasforma ciò che si fa per dovere in volontà, e la volontà in piacere. Solo così si raggiungono grandi risultati. Ecco, allora, il vero breve tutorial per imparare a sognare: non serve il jet privato, non serve lo yacht. Serve crederci. Crederci fino alla fine, guidati dalla passione e dalla tenacia. Il resto –il caviale con le patatine, la scia come una coda di gallo, il sole tra Caprera e La Maddalena– è il premio. E vi assicuro che vale la pena sognarlo.
L'Itama Power Circle è l'evento esclusivo con cui Itama, marchio di Ferretti Group fondato nel 1969 e icona degli open Made in Italy, riunisce armatori e ospiti selezionati. L'edizione 2026 si è svolta dal 10 al 12 luglio a Porto Rotondo, in Sardegna, con la presentazione del nuovo Itama 70, la parata della flotta lungo la costa e un programma di esperienze firmate dai partner: Flexjet (private aviation), Range Rover (automotive partner ufficiale), Hotel Sporting Porto Rotondo, Phi Beach, Marchesi Antinori, Campari, Dolce&Gabbana, Garmin, My Style Bags, Seabob e Sebago.
Domande frequenti (FAQ)
Quanto è grande la nuova Itama 70? 21,23 metri di lunghezza fuori tutto per 5,30 metri di baglio, con tre cabine (master a poppa) tutte con bagno en suite, design esterno di Vallicelli Design e interni firmati IdeaeItalia.
Quanto è veloce l'Itama 70? Con la motorizzazione optional — due MAN V12 da 1.550 cavalli — raggiunge 40 nodi di velocità massima e 35 nodi di crociera (dati preliminari), con stabilizzatore giroscopico Seakeeper NG14.
Che jet è stato usato per il press trip? Il Flexjet Praetor 600, super-midsize da 9 passeggeri (nel nostro allestimento, 7 poltrone in pelle più un divanetto), fino a 8 ore di autonomia, cabina pressurizzata a bassa quota con aria 100% fresca e filtri HEPA.
Cos'è la Range Rover Pearl of Tay? Una one-off –ne esiste un solo esemplare al mondo– che mostra le possibilità di personalizzazione Bespoke di Range Rover: vernice duo-tone sfumata, badge e paddle del cambio placcati in oro 24 carati realizzati a mano da un gioielliere, interni in pelle Tyrian con ricami dedicati. Valore stimato: oltre 500mila euro. Non è in vendita.
Quanto dista il Phi Beach da Porto Rotondo? Circa 40 minuti di auto, oppure 20 minuti via mare; decisamente il modo migliore per arrivarci al tramonto.
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