Giuseppe Verdi - Libiamo, nei lieti calici
Da bambino, nonostante i miei genitori insistessero perché studiassi musica, ero più attratto dal calcetto e dalle avventure in campagna con gli amici. Un pomeriggio, però, assistendo a una lezione di pianoforte di mia sorella, mi innamorai letteralmente del suono di quello strumento: così ricco, potente e travolgente. La
mia insegnante era anche una cantante lirica e, quando iniziai ad acquisire una certa dimestichezza con la musica e con la lettura delle partiture, volle che la accompagnassi in alcuni brani d’opera. Tra questi, Libiamo ne’ lieti calici non mancava mai: era sempre presente in programma e, ogni volta che lo suonavo, mi ricordava il momento in cui era nata la mia passione per la musica.
Beatles - Yesterday
A un certo punto io e i miei amici più fidati decidemmo di mettere su una band dal nome ‘’I Video Game’’. Eravamo una formazione a dir poco improbabile, ma ci divertivamo da morire. Il quartetto era composto da tastiera con batteria incorporata, flauto traverso, cantante e chitarra. Io ero il tastierista-elettrobatterista, armato della mitica tastiera Bontempi con i suoi ritmi elettronici. Ricordo ancora quanto abusassi del tasto “fill”: per me era una meraviglia, per gli altri una vera tortura. Registravamo le prove con un mangiacassette che doveva essere posizionato in un punto precisissimo della stanza per riuscire a catturare tutti gli
strumenti. D'estate, in quel sottotetto, il caldo era insopportabile, quindi dopo ogni prova il bagno al mare era d'obbligo. Sono ricordi che porto nel cuore: semplici, genuini e irripetibili.
Pino Daniele - Je sto vicino a te
Questo brano è legato in modo indissolubile ai miei primi amori, a quelle estati sospese nel tempo in cui ogni emozione sembrava destinata a durare per sempre. Le sue note accompagnano ricordi romantici, spensierati e autentici, che ancora oggi riaffiorano con una forza sorprendente. Pino Daniele era il nostro punto di riferimento, il mito di una generazione. Eppure fu curioso il modo in cui entrai in contatto con la sua musica: a farmelo scoprire fu un compagno di liceo originario di Bergamo, trasferitosi a Sciacca perché il padre aveva trovato lavoro in Sicilia. È uno di quei piccoli intrecci del destino che raccontano come la musica riesca a viaggiare oltre ogni confine geografico, diventando parte della vita di chi la incontra.
Bill Evans - Walts for Debby
Quando ho iniziato ad avvicinarmi al jazz, a Sciacca non c'erano insegnanti di pianoforte jazz e l'unica vera scuola erano i dischi. Si ascoltava, si provava a capire, si suonava sopra le registrazioni, cercando di assorbirne il linguaggio nota dopo nota. Waltz for Debby di Bill Evans è stata una delle composizioni che più mi hanno accompagnato in quel percorso. Ne avrò ascoltate decine di interpretazioni diverse nel corso degli anni, ma questa rimane una delle versioni che porto nel cuore e che consiglio a chiunque voglia scoprirne la magia. Ogni ascolto, allora come oggi, è un'esperienza intensa e meravigliosa: un brano che, con il suo lirismo e la sua delicatezza, riesce a trasmettere un profondo senso di libertà e poesia senza aver
bisogno di pronunciare una sola parola.
Ray Charles - I've got a woman
Ascoltavo tantissimo Ray Charles, ricordo quanto piangevo nel sentirlo, la notte sotto le coperte con le cuffiette ed il mio lettore cd portatile. Ray mi spaccava in due, nessuno mai come lui. Il suo canto era così denso di vita e dolore che per me è sempre stato un mistero. È stato il mio ispiratore; ho cominciato ad aprire la bocca per cantare i miei sentimenti grazie a lui. E’ stato il mio primo vero concerto che ho visto dal vivo, ad Agrigento, con un'orchestra enorme. Al pensiero, mi emoziono ancora.
Elton John - Don't Let the Sun Go Down on Me
Un altro gigante della musica che ha avuto una influenza profonda sulla mia formazione artistica: Elton John. Ho scelto Don't Let the Sun Go Down on Me, ma avrei potuto citarne molte altre, perché il suo repertorio è semplicemente straordinario. Per me, suonare e cantare le sue canzoni al pianoforte, ha rappresentato una vera scoperta: un modo nuovo di vivere la musica e di interpretarla. Il suo stile pianistico, così personale e riconoscibile, unito alla forza espressiva della sua voce, mi ha ispirato enormemente negli anni, contribuendo a plasmare il mio modo di intendere il rapporto tra melodia, emozione e racconto.
Abdullah Ibrahim - Chisa
Studiando pianoforte jazz, ero circondato da musicisti straordinari e da un linguaggio musicale ricco di complessità. Eppure il brano che porto nel cuore è Chisa di Abdullah Ibrahim. La sua forza sta proprio nella semplicità: niente esibizioni di tecnica o virtuosismi fini a sé stessi, ma un equilibrio perfetto tra suono, ritmo e anima. È una musica che parla con naturalezza e profondità, lasciando emergere tutto il calore e il
cuore dell'Africa.
Enzo Jannacci - Ci vuole orecchio
Enzo Jannacci è stato un mito assoluto, un artista unico e inimitabile. Ci vuole orecchio è uno di quei brani che ogni tanto saltavano fuori durante le serate nei club, e puntualmente riuscivano a creare un'atmosfera speciale: ci si divertiva un mondo, sul palco e tra il pubblico. L'ho scelto non solo per il legame affettivo che
porto con questa canzone, ma anche per il messaggio che contiene, tanto semplice quanto prezioso. In un tempo in cui tutti parlano e pochi ascoltano davvero, credo sia importante riscoprire il valore dell'ascolto. Come diceva Jannacci, con la sua ironia disarmante: «Bisogna avere orecchio». E forse vale per la musica, ma ancora di più per la vita.
Porgy and Bess - You is my woman now
You Is My Woman Now da Porgy and Bess è un capolavoro di George Gershwin, interpretato in modo straordinario da Louis Armstrong e Ella Fitzgerald. Quando arrivai a Milano per studiare jazz alla Scuola Civica di Musica Claudio Abbado, avevo finalmente lasciato il mio guscio siciliano. Ero pieno di idee, entusiasmo e aspettative, e di lì a poco Milano mi avrebbe regalato un sogno. Commentare questa traccia è quasi impossibile: la sua bellezza va oltre le parole. Posso solo dire che è semplicemente pazzesca.
Soul Coughing - Super Boing Boing
Una delle band che considero tra le più innovative e originali di sempre: i Soul Coughing. Il loro mix di batteria, contrabbasso, chitarra elettrica, voce e campionamenti ha dato vita a un linguaggio musicale unico, sorprendente ancora oggi per freschezza e inventiva. Ricordo un loro concerto a Catania che mi lasciò letteralmente senza parole, un'esperienza travolgente che confermò tutta la mia ammirazione per questa formazione straordinaria. C'è anche un ricordo personale che lega questa scelta a un momento importante del mio percorso artistico. Quando uscì il mio primo singolo, Porta Vagnu, il brano trovò un'eco significativa grazie ad Alessio Bertallot e alla sua trasmissione B-Side su Radio Deejay, un programma che
all'epoca rappresentava un punto di riferimento per chi cercava nuove sonorità. Quando andai ospite in radio, ci trovammo immediatamente in sintonia: tra i tanti nomi che affiorarono nella conversazione, ce n'era uno che faceva brillare gli occhi a entrambi e che accendeva il nostro entusiasmo come pochi altri, quello dei Soul Coughing.