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- L’acquedotto groviera: cinque guasti in una settimana. La rabbia dei residenti: “È la protesta dei rattoppi”
Gli abitanti delle colline premono su Hera e l’assessore Bertani per ottenere la sostituzione dei tubi: “Impianto vecchio e inadeguato”

Una perdita dell’acquedotto visibile dalla strada verso Casalbono (foto Ravaglia)

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Cesena, 29 agosto 2026 – Cinque rotture dei tubi dell’acqua nell’ultima settimana e una ventina dall’inizio dell’anno, verificatesi su una rete vecchia mezzo secolo e ormai inadeguata alle più basilari esigenze della popolazione.
La strada che da Borgo delle Rose, spicchio di case appena fuori Borello, sale verso Case Venzi e Casalbono è un serpentone di asfalto che i residenti hanno imparato a mappare palmo per palmo, tanto da poter mettere lì un numero: 4.390.
Sono i metri che servono per arrivare dalla diramazione iniziale fino alla fine del borgo, all’ultimo numero civico, il 4390 appunto, in corrispondenza del quale termina la rete dell’acquedotto.
Sulla cima del crinale, da una parte si vede Meldola, dall’altra Mercato Saraceno.
Un rattoppo dietro l’altro
Sotto ai piedi invece, un tappeto di rattoppi sull’asfalto.
“Sono legati ai lavori di Hera sui tubi dell’acqua – a descrivere il quadro sono i residenti della zona – e il numero di toppe testimonia con chiarezza la portata del problema. Un problema che dura da almeno 15 anni e che sta diventando sempre più difficile da gestire: cinque rotture in una settimana sono un inconfutabile indice del fatto che le cose non vanno”. Gli abitanti non cercano polemiche, chiedono soluzioni: “Stiamo segnalando il problema da tempo, inviando mail in Comune che ci impegniamo a redigere nel massimo rispetto di tutti. Però chiediamo risposte. Risposte che non stanno arrivando”.
Ogni volta restiamo senz’acqua
Le tubature in questione sarebbero particolarmente datate: “La rete è quella degli anni Settanta, caratterizzata da tubi di metallo, la cui rottura è diventata frequentissima. Ogni volta restiamo senz’acqua, telefoniamo, i tecnici di Hera arrivano, intervengono e riaprono i rubinetti. Spesso passano ore se non mezze giornate. Senza considerare il fatto che al termine di ogni ripristino, è necessario lasciar correre l’acqua (e dunque il contatore) per lungo tempo prima che vengano smaltiti i residui entrati nella tubatura durante i lavori. Non stiamo chiedendo un privilegio, ma rivendichiamo un diritto. Perché se davvero si pensa a tutelare le comunità collinari, i servizi di base devono essere garantiti senza intoppi”.
L’assessore: “Conosco bene il tema”
Il destinatario delle richieste è in particolare l’assessore all’ambiente Andrea Bertani: “Conosco bene il tema – rimarca – perché in effetti vengo costantemente aggiornato dai residenti. Ho sollecitato Hera per accertare se il taso di rotture verificatesi sia anomalo o meno. Se una tratta si rompe più volte del normale, deve esserne valutata la sostituzione. A Cesena contiamo 860 km di tubazioni lungo le quali mediamente in un anno registriamo circa 400 rotture, con un indice di circa 0,4-0,5 al km, che è un dato buono. Poi serve entrare nei casi specifici: “Ogni anno viene proposto un piano di sostituzione che comporta investimenti per circa 2,5 milioni di euro”. Numeri alla mano, i parametri mettono in relazione le rotture, le utenze coinvolte e i costi da sostenere. Quasi quattro chilometri e mezzo di rete che si snodano in salita non sono pochi. Ma non per questo meritano di essere messi nel cassetto. “Non lo saranno – assicura Bertani- Una parte di interventi in passato è già stata ultimata e ora conto di poter disporre in tempi rapidi di un completo quadro della situazione”.
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