L’ammutinamento di Fratelli d’Italia in Regione: il “fuoco amico” di Bertolaso e le sue accuse ai manager della sanità scatenano l’ira del fronte meloniano

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L’ammutinamento di Fratelli d’Italia in Regione: il “fuoco amico” di Bertolaso e le sue accuse ai manager della sanità scatenano l’ira del fronte meloniano

Sotto accusa le critiche espresse al loro operato. Gli assessori “guidati” da Romano La Russa disertano il voto alle delibere sul welfare. Franco Lucente: “Mancanza di condivisione e collegialità. È intollerabile”

Fronti contrapposti: l'assessore al Welfare Guido Bertolaso (a sinistra) e l'assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile Franco Lucente

Fronti contrapposti: l'assessore al Welfare Guido Bertolaso (a sinistra) e l'assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile Franco Lucente

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Milano, 14 luglio 2026 – Si sono alzati dalla sedia e hanno lasciato la riunione di Giunta solo nel momento e solo per il tempo in cui si dovevano votare le delibere di Guido Bertolaso. Questa la protesta messa in atto ieri a Palazzo Lombardia dagli assessori regionali di Fratelli d’Italia - guidati dal capodelegazione Romano La Russa - contro l’assessore regionale al Welfare, voluto dal governatore leghista Attilio Fontana come profilo tecnico. Prima di lasciare la riunione, lo stesso La Russa ha spiegato di non poter più tollerare la mancanza di condivisione e di collegialità che, a suo dire, contraddistinguerebbe il modo di lavorare di Bertolaso. Il riferimento era, in particolare, al documento di programmazione triennale della sanità lombarda, documento che La Russa aveva chiesto di avere e che Bertolaso gli ha sì inviato, ma in ritardo. Pare con un ritardo non grave, ma comunque sufficiente a far sì che La Russa non si sia accorto di aver infine ricevuto quanto aveva chiesto. 

Una seduta del Consiglio regionale lombardo

Una seduta del Consiglio regionale lombardo

Solo un pretesto, questo. Il rapporto tra i meloniani e il titolare del Welfare non è mai decollato, vero. Tra le accuse dei primi al secondo c’è sempre stata la scarsa propensione di Bertolaso al lavoro di squadra. Ma questa volta c’è anche altro, come confermano da più parti a Palazzo Lombardia. Il motivo della protesta di Fratelli d’Italia risiede anche nell’incontro urgente voluto giovedì scorso da Bertolaso con i direttori generali delle aziende sanitarie, con i direttori dei pronto soccorso e i vertici dell’Areu. Bertolaso non ha preso bene alcune segnalazioni giunte dai pronto soccorso, in particolare quelli del San Gerardo di Monza e del San Carlo di Milano, dove pazienti anziani sono stati costretti a lunghe attese in spazi comuni. 

Romano La Russa (a sinistra)

Romano La Russa (a sinistra)

“I padrini” 

Un problema dovuto al caldo di queste settimane, che ha moltiplicato gli accessi in ospedale. Ma anche a falle nella gestione dei flussi. Bertolaso ha quindi usato toni parecchio duri nei confronti dei manager della sanità pubblica invitandoli provocatoriamene, a strigliata finita, ad andare pure a lamentarsi dai propri referenti politici, definiti “padrini”, stando a quanto riportato dai presenti. Questo passaggio, unito all’ennesima mancanza di condivisione, stavolta dei problemi che si stavano verificando nei pronto soccorso, ha fatto andare su tutte le furie Fratelli d’Italia. 

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in un'espressione enigmatica

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in un'espressione enigmatica

L’attacco di Lucente  

Venerdì l’antipasto della protesta, cioè la nota diramata in serata dal deputato Marco Osnato e dall’assessore regionale Franco Lucente: “Abbiamo letto l’attacco di Bertolaso ai manager della sanità lombarda. Una presa di posizione che francamente ci ha stupito e ci lascia perplessi. La sanità lombarda è riconosciuta a livello nazionale come una vera e propria eccellenza. Per ottenere certi successi, qualche merito sarà pur anche dei dirigenti del settore. Noi crediamo che i problemi – ecco il primo passaggio significativo della nota – vadano risolti in maniera collegiale. In più – ecco il secondo passaggio significativo – ci permettiamo di dire all’assessore che è troppo facile attaccare sempre la politica in maniera così generica: in fondo, è proprio grazie alla politica e alle scelte delle istituzioni se oggi la nostra sanità è un vanto nel mondo”. Ieri, alla prima Giunta utile, il resto della protesta.

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