Stretta europea sui social network: “Accesso solo dai tredici anni in su”

La presidente Von der Leyen annuncia restrizioni: la responsabilità sarà delle piattaforme. La Commissione propone anche misure per proteggere i minorenni come lo stop allo scroll infinito

Ursula von der Leyen

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Bruxelles, 14 luglio 2026 – “I social media non sono un giocattolo”. A ricordarlo alla comunità europea è la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, in occasione della presentazione delle linee guida per la protezione digitale dei minori. E così, nel rapporto degli esperti intitolato ‘Child safety online’ vengono riassunti gli orientamenti da seguire per, sostiene la Commissione, “proteggere i minori dai rischi online quali l’adescamento, i contenuti nocivi, i comportamenti problematici e che creano dipendenza, nonché il bullismo e le pratiche commerciali dannose”.

Tra questi, l’utilizzo di account “privati“, che limitino la diffusione di dati alla sola rete di “amicizie“ virtuali; la modifica dei sistemi di personalizzazione di contenuti per evitare che gli algoritmi propongano automaticamente foto e video considerati più interessanti per l’utente, e la disattivazione delle funzionalità che contribuiscono ad un uso eccessivo delle piattaforme, come lo “scrolling infinito” (la tecnica di web design che carica nuovi contenuti automaticamente mentre si scorre la pagina verso il basso) e “l’autoplay” (il flusso continuo di informazioni che fa partire i video in automatico). Proprio queste tecniche erano state centrali qualche giorno fa, nelle conclusioni preliminari dell’indagine della Commissione nei confronti di Meta, la Big Tech guidata da Mark Zuckerberg imputata di aver violato il Digital Services Act a causa dei design di Instagram e Facebook, concepiti “in modo da creare dipendenza”.

Per limitare i danni della dipendenza da internet, da Bruxelles arriva la più consigliata delle raccomandazioni: una restrizione a livello europeo dell’accesso ai social media per i minori di 13 anni, con utilizzi limitati e supervisionati e la possibilità per gli Stati membri di introdurre limiti ancora più severi. La linea generale è quindi abbastanza chiara: nessuna esposizione ai social fino ai 2 anni, utilizzo supervisionato fino ai 12 e accesso progressivamente autonomo tra i 13 e i 18 anni. Utilizzo centellinato, quello consigliato dagli esperti che hanno redatto il documento, e consentito solo previa dimostrazione da parte dei fornitori dei social media della “sicurezza”. Una responsabilità, quella che fanno ricadere sui fornitori dei servizi, che sembrerebbe ‘alleggerire’ le famiglie. “In Europa crediamo – il commento di Von der Leyen – che siano i genitori a crescere i nostri figli, non algoritmi predatori. Spetta ai genitori decidere quando i bambini possono iniziare a usare lo smartphone, ma deve esserci un’età minima”. A tal proposito, la presidente ha annunciato che l’esecutivo Ue presenterà una proposta legislativa ad hoc proprio subito dopo l’estate, basata sulla responsabilità delle piattaforme, su restrizioni d’età efficaci e sull’introduzione di una data di inizio legale per l’accesso ai social.

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