La tregua ormai è finita: tra Stati Uniti e Iran è nuovamente guerra. E Hormuz torna chiuso. Nastro riavvolto e ritorno alle forti tensioni dei mesi scorsi prima della firma di un accordo fragile, che tale si è rivelato. Dopo i raid dei giorni scorsi ordinati dal presidente Trump contro obiettivi militari di Teheran, nella notte la situazione è nuovamente degenerata e il rischio è che sia solo questione di ore che il Medio Oriente possa tornare a infiammarsi definitivamente. L'ennesima scintilla che ha provocato la terza ondata di attacchi americani nel giro di una settimana è un missile iraniano lanciato contro una nave mercantile portacontainer battente bandiera cipriota in transito nello Stretto di Hormuz, la M/V GFS Galaxy.

L'Iran lancia un missile contro una nave cipriota e chiude Hormuz
Secondo quanto riferito dai media di Stato le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno poi annunciato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso «fino a nuovo ordine» sostentendo di aver lanciato colpi di avvertimento contro una nave che seguiva una «rotta non autorizzata». L'imbarcazione è stata «colpita da raffiche di avvertimento e bloccata», hanno dichiarato le Guardie, come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. «In seguito a questo incidente – e a causa dell'insicurezza derivante dalle interferenze illegali di attori stranieri – lo Stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo ordine e fino alla cessazione delle ingerenze americane nella regione; nessun transito di navi sarà consentito», hanno aggiunto.
In realta i "colpi di avvertimento" vanno tradotti in un missile che ha provocato ingenti danni alla nave cipriota che è bloccata nello Stretto impossibilitata a riprendere la navigazione. Un membro dell'equipaggio risulta inoltre disperso.
La risposta Usa: ondata di raid
In risposta le forze americane hanno lanciato «la terza serie di attacchi della settimana contro l'Iran». Una rappresaglia, afferma il Centcom, nei virtù di «un'aperta aggressione da parte del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica contro la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota in transito nello Stretto di Hormuz». «All'Iran era stata offerta un'ulteriore opportunità di dimostrare il rispetto del Memorandum d'Intesa, dopo essere stato ritenuto responsabile di precedenti attacchi a navi commerciali, ma non lo ha nuovamente fatto», ha sottolineato il Centcom precisando che i raid sono stati lanciati su ordine del commander-in-chief (ovvero Donald Trump). «In risposta, gli Stati Uniti stanno imponendo un prezzo elevato, continuando a compromettere la capacità dell'Iran di attaccare i marittimi civili e le navi commerciali in transito libero nello stretto», ha messo in evidenza il Centcom. Secondo quanto riporta Axios gli attacchi americani in Iran hanno puntato a radar di sorveglianza aerea, depositi di missili e droni, siti di lancio di missili e droni, radar di sorveglianza di superficie e lanciatori di missili terra-aria. «L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora ne paga le conseguenze». Lo afferma su X il capo del Pentagono, Pete Hegseth
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