PADOVA - Dopo l’ex caserma Piave, ecco l’ex chiesa Beato Pellegrino. L’Università continua a crescere sotto ogni punto di vista e lo fa recuperando spazi storici della città. L’ateneo ha formalizzato l’acquisto dall’Ulss Euganea dell’antico spazio religioso, oggi sconsacrato, che andrà ad inserirsi nel polo umanistico di via Beato Pellegrino per ospitare nuovi spazi didattici e una sala conferenze da 200 posti. L’atto ufficiale è stato firmato a maggio e l’operazione è stata completata nei giorni scorsi con il passaggio delle chiavi. L’intesa è stata trovata sulla base di 484.848 euro ma a questa cifra si aggiungeranno oltre due milioni di euro per la ristrutturazione che spetta all’Università. Sorridono i vertici dell’azienda sanitaria che già nel 2023 avevano messo in vendita l’antica chiesa dedicata al beato Antonio Manzoni detto “Il Pellegrino”, ma c’è grande soddisfazione anche ai piani alti di Palazzo Bo. Il gioiello cinquecentesco - dichiarato “immobile di interesse storico artistico” dal Ministero della Cultura - verrà recuperato e aperto agli studenti dopo anni di abbandono.
Tempi e dettagli
Parliamo di uno spazio di 868 metri quadri che potrà essere destinato a diversi tipi di attività, dallo studio alle iniziative culturali. La chiesa era rimasta l’unica parte del complesso dell’ex ospedale geriatrico e della Pia Casa di Ricovero esclusa dal grande piano messo in atto negli ultimi anni dall’Università per realizzare il nuovo polo umanistico Beato Pellegrino. Ora il progetto è completato. I lavori dureranno alcuni mesi e quindi i nuovi spazi universitari saranno utilizzabili nella prima metà del 2027.
La storia
La chiesa nacque con il vicino monastero nel sedicesimo secolo a seguito dell’ingresso in città delle monache benedettine, rimaste senza il loro convento di Santa Maria di Porciglia che venne raso al suolo per motivi bellici. Con loro portarono nella nuova sede anche il corpo del Beato Pellegrino, al quale nel 1582 fu dedicata la chiesa. All’inizio dell’Ottocento, a seguito delle soppressioni napoleoniche e dell’allontanamento delle monache benedettine, le strutture monastiche furono utilizzate prima come caserma e successivamente come ospizio e casa di cura femminile. Nel 1881 il Comune di Padova cedette la proprietà alla Casa di Ricovero per Anziani (Ira). Nel frattempo le spoglie del Beato Pellegrino vennero portate prima nella chiesa di Ognissanti e poi nella nuova chiesa dell’Immacolata in via Belzoni. Nella notte tra il 24 e 25 ottobre 1993 la chiesa venne anche depredata di alcune importanti opere d'arte. Una delle tele rubate, attribuita a Palma il Giovane è stata recuperata dai carabinieri nel 2014 a casa di un collezionista polesano.
I problemi e il futuro
Nel 2003, intanto, in concomitanza con la chiusura dell’ex ospedale geriatrico, la chiesa venne ceduta in comodato d’uso dall’Ulss alla Curia vescovile che a sua volta ne consentì l’utilizzo alla comunità rumena di rito cattolico. Negli ultimi anni, però, si sono moltiplicate le segnalazioni legate allo stato di abbandono: le infiltrazioni d’acqua che danneggiano le pareti, l’intonaco che cade a pezzi, i colori dei dipinti che si snaturano. Ora una nuova vita sotto il cappello del Bo.