Malore per il caldo, cliente 55enne si sente male in tabaccheria: arriva l'ambulanza. La primaria del pronto soccorso: «Colpite tutte le età»

​PORDENONE - Entra in tabaccheria per un normale acquisto, poi il malore improvviso per il caldo. Un uomo di 55 anni è stato soccorso ieri, intorno alle 16, nel punto vendita Ploom Tabacchi Naclerio, all’inizio di Corso Garibaldi a Pordenone. Pochi istanti dopo l’ingresso nel negozio, il cliente ha avvertito un forte malessere dovuto probabilmente al ritorno delle temperature tropicali ed è scattata la telefonata al 118. Sul posto l’ambulanza della Sores: fortunatamente l’uomo è riuscito a rialzarsi e i soccorritori si sono precipitati nella gelateria vicina per prendere dell’acqua. 
È in corso la quarta ondata di calore dell’estate più calda di sempre e - dopo un paio di settimane in cui si è tirato il fiato - l’allarme malori torna a farsi sentire. «La nuova ondata - spiega Laura De Santi, primaria del pronto soccorso e della medicina d’urgenza a Pordenone - è iniziata da qualche giorno e ancora non abbiamo registrato un aumento significativo di ingressi. Ma nel corso delle precedenti sono stati tanti i casi di colpi di calore e non solo tra anziani. Anzi. Spesso la persona di una certa età è più ligia alle regole da seguire con il caldo. In pronto soccorso sono arrivati anche tanti giovani, lavoratori o sportivi».

I malori

I malori dunque dovuti alle ondate di calore 2026 sono stati “trasversali” colpendo persone di tutte le età. «Tra i pazienti in pronto soccorso - continua De Santi - c’è la persona anziana autosufficiente che si sente bene e magari esce nelle ore più calde. Ma anche tanti giovani. Tra i lavoratori esposti al calore e chi pratica attività sportiva sotto al sole. Fortunatamente finora non abbiamo avuto casi gravi, si va dalle sincopi, alle forme di forte disidratazione, fino all'ipertermia con il corpo che accumula troppo calore. In alcuni casi il paziente perde anche conoscenza. In ogni caso, con 24 ore in osservazione si torna a casa».
Con il caldo che diventa “strutturale”, le indicazioni “anti-malore” devono dunque essere seguite alla lettera da tutti. «Controllare l’idratazione - spiega la primaria - soprattutto negli anziani che si dimenticano di bere. E ancora, evitare l’attività sportiva nelle ore più calde e uscire la mattina presto o la sera. Cercare di stare in ambienti raffrescati. Ottima la soluzione di alcuni locali con la nebulizzazione nei plateatici, lo stesso principio del bambino a cui viene bagnata la testa al mare».

Boom accessi

Dall’inizio dell’anno, il pronto soccorso di Pordenone ha registrato un incremento degli accessi. «Siamo al 10 per cento in più rispetto all’anno scorso - continua De Santi -. Se nel 2025 il numero complessivo è stato di 55mila, a sei mesi dall’inizio dell’anno siamo a 30mila. Entro dicembre potremo arrivare a 60mila. L’aumento non è dovuto solo ai codici bianchi, sono arrivati target diversi di pazienti, con patologie e livelli di gravità differenti. Quello che voglio sottolineare è che il cittadino deve sentirsi protetto, le urgenze e le emergenze vengono garantite. Ci rammarichiamo per l’attesa in caso di problematiche minori ma c’è un tempo di processazione del paziente che non è comprimibile. E in alcuni casi il tempo di attesa è superiore a quello segnalato dalle app. Con l’aumento degli accessi, siamo un po’ sotto pressione, ma facciamo il nostro dovere. Il cittadino è al sicuro, le emergenze sono sempre garantite».
Tra gli accessi “più eclatanti” di questa estate, i dieci militari colpiti dal fulmine a Vivaro lo scorso 14 luglio. «Sono arrivati tutti insieme - conclude De Santi - potenzialmente potevano essere gravi, il battito cardiaco è stato messo sotto osservazione per controllare che non sviluppassero aritmie. Fortunatamente è andata bene».