Le stazioni meteo casalinghe stanno prendendo sempre più piede tra appassionati (e non solo) di tutto il mondo. Il perché è presto detto: rappresentano realmente un valore aggiunto alla ricerca scientifica, senza la necessità di possedere complessi e avanzati titoli di studio alle spalle. Ecco la quinta essenza della “Citizen Science”.
Citizen Science e meteorologia
È facile pensare che essere appassionati di meteorologia e possedere una propria stazione meteo sul balcone sia frutto di mera curiosità. In realtà, cela molto altro. Come detto, si tratta oramai di un fenomeno sempre più diffuso e che potrebbe contribuire positivamente alla ricerca per le previsioni meteo. Ma procediamo con ordine.
Come prima cosa, è opportuno chiarire cosa si intenda quando si parla della cosiddetta Citizen Science. Con questo termine, ci riferiamo al coinvolgimento (ovviamente attivo) di cittadini e volontari di tutto il mondo, in progetti di ricerca scientifica. Naturalmente, non essendo veri e propri ricercatori, il compito consiste il più delle volte nella raccolta di dati e informazioni, o nell’analisi delle stesse in collaborazione con esperti di vari ambiti. Come è facile immaginare, anche il campo della meteorologia non fa eccezione.
Netatmo e le stazioni meteo intelligenti
Con il progredire e la continua democratizzazione della tecnologia, oramai anche i meno avvezzi possiedono all’interno delle proprie abitazioni (o meglio, nei propri balconi) degli strumenti meteorologici. In tal senso, l’azienda che probabilmente sta investendo più di tutte in questo settore è Netatmo.
È infatti sufficiente fare un breve giro sul sito ufficiale, per scorgere qualunque tipo di dispositivo. Si passa dal Pluviometro Intelligente alla Stazione meteo Intelligente Original di cui vi abbiamo già parlato e che rientra senza dubbio tra le migliori presenti sul mercato, in grado di rilevare senza alcun problema parametri come il grado di umidità, di anidride carbonica negli ambienti interni e il livello di rumore circostante.
I dati, come spesso accade in questi casi, vengono successivamente visualizzati mediante l’applicazione ufficiale Netatmo Weather, che mette a disposizione semplici grafici e tabelle. Ma non è tutto.
Dati meteo e ricerca scientifica
Per comprendere l’impatto di tali strumenti, che non rappresentano più un semplice hobby, è sufficiente sapere che l’Istituto Meteorologico norvegese (MET Norway), ad esempio, impiega già dal lontano 2018 i dati provenienti da Netatmo (e quindi dai singoli cittadini). L’obiettivo? Migliorare i propri modelli di previsione!
Diverse altre nazioni stanno invece adoperando tali dati per realizzare modelli di intelligenza artificiale atti a valutare o prevedere i rischi causati dal cambiamento climatico. Ecco dunque spiegata l’importanza di simili strumenti. Non dobbiamo infatti dimenticare, come ad oggi le stazioni meteo ufficiali sono sempre meno e maldistribuite nei vari paesi, Italia compresa.
Questa curiosità non ha saziato la vostra sete di conoscenza? Allora sappiate che probabilmente gli scimpanzé riescono a prevedere il meteo meglio degli esseri umani.
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