Sparito il 14,4% dei negozi: "Ferrara, attività in calo del 3,5% ma il numero di addetti è stabile"

Più innovazione, imprese più strutturate e una capacità di adattamento che ha consentito al commercio di affrontare anni complessi senza perdere il proprio ruolo nell’economia. È questa la fotografia che emerge dal Rapporto 2026 sul commercio dell’Ufficio Studi Confcommercio, che descrive un settore in profonda evoluzione, chiamato a rispondere ai cambiamenti delle abitudini di consumo, della demografia e del contesto economico. Una trasformazione che offre nuove opportunità, ma che richiede anche politiche di sostegno per evitare il progressivo impoverimento del commercio di prossimità.

Negli ultimi sette anni il commercio al dettaglio ha registrato una riduzione del 14,4% dei punti vendita, mentre gli addetti sono diminuiti solo dell’1,8%, segno di imprese mediamente più grandi, efficienti e produttive. Crescono e-commerce, società di capitale e produttività del lavoro, ma continua il ridimensionamento dei negozi di vicinato e del commercio ambulante, con ripercussioni sulla vitalità dei centri storici.

Anche Ferrara segue questa tendenza. Nel 2025 gli esercizi ambulanti attivi in provincia sono scesi a 407, con un calo del 38% rispetto al 2020. Secondo l’Osservatorio dell’Economia della Camera di Commercio Ferrara-Ravenna, al 30 giugno 2026 le localizzazioni attive del commercio sono 7.450 (-3,5%), mentre gli addetti restano sostanzialmente stabili a quota 17.600 (-0,2%). Migliora inoltre il saldo tra iscrizioni e cessazioni d’impresa e le vendite del 2025 chiudono con un lieve incremento (+0,03%), sostenute dalla grande distribuzione e dal comparto alimentare.

Tra i fattori che possono sostenere lo sviluppo del territorio figura anche il recente via libera alla progettazione dell’ampliamento dell’autostrada A13 nel tratto Bologna-Ferrara. L’investimento da 280 milioni di euro, con la realizzazione della terza corsia tra Bologna e Interporto e di una corsia dinamica fino a Ferrara, è considerato un’opportunità per migliorare i collegamenti, favorire gli scambi commerciali e aumentare l’attrattività della provincia per imprese e consumatori.

Tiene anche il comparto dell’alloggio e della ristorazione, mentre continuano a pesare sulle imprese gli elevati costi dell’energia, delle materie prime e l’incertezza dello scenario internazionale, fattori che frenano investimenti e nuove assunzioni. Positivo, invece, il contributo dell’imprenditoria straniera, femminile e giovanile, che continua a rappresentare una componente significativa del tessuto economico provinciale.

"Il commercio non è in declino, ma sta cambiando profondamente", commenta il presidente di Confcommercio Ferrara, Marco Amelio.

"Le imprese hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento, investendo in organizzazione, tecnologia e produttività. Tuttavia questo percorso rischia di lasciare indietro molte attività di vicinato, che rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale". Per Amelio sono quindi necessarie misure a sostegno della competitività, con interventi su pressione fiscale, costo dell’energia, innovazione e ricambio generazionale, insieme a politiche capaci di rendere più attrattivi centri storici e quartieri.

"La sfida dei prossimi anni – conclude – sarà coniugare innovazione, competitività e presenza sul territorio, evitando che la modernizzazione del commercio coincida con lo svuotamento delle nostre città".

re. fe.