Paderno (Cesena), 30 luglio 2026 – La chiesa è in vendita fa insorgere la piccola frazione di Paderno, prima valle del Savio, 150 anime o giù di lì, a due chilometri da San Vittore e otto dal centro di Cesena.
“Non chiediamo privilegi, ma che venga rispettata la storia di questa comunità e gli impegni assunti con i suoi abitanti”.
È l’appello delle famiglie di Paderno, piccola frazione rurale, dopo la notizia che la chiesa di San Paterniano edificata nel Settecento sarebbe inserita nel piano di alienazione di alcune chiese minori della diocesi di Cesena-Sarsina.
Tra gli edifici interessati figurerebbero anche Casale, Monteaguzzo e Montecodruzzo.
Quella di San Paterniano è una chiesa in funzione come edificio sacro fino agli anni ’80. I residenti richiedono che non sia alienata, ma messa a disposizione per incontri di giovani e anziani, o attività similari, a servizio della comunità locale e di tutta la diocesi.
A parlare, a nome dei residenti, è Edmo Tersi, da tanti anni residente a Paderno, coordinatore di una raccolta firme già consegnata alla diocesi.
“Abbiamo incontrato il vescovo, molto ospitale, e gli abbiamo detto di aver saputo che ci sarebbero già state manifestazioni di interesse all’acquisto. Il nostro timore è che un luogo che per generazioni è stato punto di riferimento religioso, ma anche sociale e umano, venga trasformato in una proprietà privata, una casa o una struttura ricettiva, perdendo il legame con il paese”.
"Per noi è un luogo molto importante, legato alla memoria della comunità”
Per gli abitanti, San Paterniano rappresenta più di un edificio sacro.
“Qui si sono celebrati battesimi, matrimoni e funerali, le famiglie si sono incontrate, hanno condiviso momenti di gioia e di dolore”.
Nella seconda metà degli anni Novanta la chiesa fu donata dalla parrocchia di Collinello a quella di San Vittore. “Fu una scelta condivisa con la popolazione”, ricorda Tersi. “Chiedemmo che nell’atto di donazione fosse inserito l’impegno di mantenere la funzione pastorale e il ruolo della chiesa come punto di riferimento per la comunità. Quello spirito che oggi chiediamo sia rispettato”.
Nel 2011 la parrocchia di San Vittore avviò un intervento di recupero.
“I lavori strutturali hanno evitato un serio degrado dell’edificio. Il progetto prevedeva di recuperare la chiesa e la canonica per farne un luogo di incontro aperto alle famiglie della comunità. Le difficoltà economiche e gli imprevisti tipici di un edificio storico hanno rallentato il completamento dell’intervento, ma il progetto non è stato abbandonato”.
"Non vengano prese decisioni irreversibili”
Proprio per questo la prospettiva della vendita suscita interrogativi. “Ci sorprende che dell’operazione si stia occupando la diocesi e non la parrocchia di San Vittore. Chiediamo un confronto con chi vive qui prima che siano assunte decisioni irreversibili”, dichiara Tersi.
Le famiglie precisano di comprendere le difficoltà economiche legate alla gestione del patrimonio ecclesiastico. “Sappiamo che conservare edifici storici comporta costi elevati. Non siamo contrari a trovare una soluzione, ma non si cancelli il rapporto tra questo luogo e la sua comunità. Esistono progetti che consentono di valorizzare un bene mantenendone una funzione sociale e culturale”.
L’appello finale è rivolto sia alla diocesi sia agli eventuali acquirenti. “Ci auguriamo che la vendita, se davvero dovrà esserci, possa diventare un’occasione per restituire vita a questo spazio e non per sottrarlo ai cittadini. Privatizzare completamente San Paterniano significherebbe perdere un pezzo della nostra identità”.