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- “Situazione invivibile”: guerra dei piccioni, piazza invasa e residenti disperati ad Ascoli
Sono centinaia, sostano sulle auto e i davanzali, entrano perfino nelle abitazioni. Il guano è ovunque. Un uomo li nutre e un avvocato animalista si oppone alle sanzioni. Il sindaco: “Basta, ora misure drastiche”

La situazione in piazza San Tommaso, nel centro storico di Ascoli Piceno. Ormai i piccioni stringono d’assedio gli abitanti, che li trovano ovunque

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Ascoli, 22 settembre 2026 – Una piazza del centro storico trasformata in una mangiatoia a cielo aperto, con centinaia e centinaia di piccioni che ormai vivono stabilmente tra tetti, terrazzi e cortili. Una fontana pubblica diventata punto di abbeveraggio, guano su auto, davanzali e finestre, residenti costretti a spendere migliaia di euro per difendere le proprie abitazioni. E, sullo sfondo, una persona che — nonostante il divieto comunale e il caos che sta provocando in città — continuerebbe ogni giorno a portare sacchi di grano, alimentando un fenomeno ormai fuori controllo.
Residenti disperati
È la situazione paradossale che da mesi tormenta piazza San Tommaso, ad Ascoli Piceno. Per i residenti viverci è diventato un inferno: “Qualche anno fa erano poche decine, oggi sono centinaia”. I piccioni non si limiterebbero più a occupare la piazza: entrerebbero nei cortili e, come ha detto il sindaco Marco Fioravanti, perfino nelle abitazioni private. Una presenza così invasiva da rendere complicate persino le normali attività di manutenzione.
“Va trovata una soluzione quanto prima"
“Va trovata una soluzione quanto prima – sottolinea uno dei residenti –. Magari anche con una ditta di disinfestazione oppure con qualche specialista che si occupi di portarli via fisicamente. Non è neanche il loro habitat, anche per garantire il benessere degli animali oltre che l’igiene pubblica”.
L’amministratore condominiale: “Situazione invivibile”
L’amministratore condominiale Giovanni Rosati, alla vigilia dell’assemblea convocata per oggi alle 17.30, parla di una situazione “ormai invivibile”. Il condominio che affaccia sulla piazza ha già speso circa 13mila euro per installare reti di protezione, pagate direttamente dai proprietari. Ma alcune sarebbero state tranciate, vanificando almeno in parte l’intervento. E l’edificio, vincolato dalla Soprintendenza, non può essere modificato liberamente, rendendo ancora più difficile qualsiasi intervento.
“Abbiamo anche i topi”
Il risultato è quasi surreale: trovare imprese disposte a lavorare nell’area è diventato complicato. Una ditta di elettricisti, raccontano i residenti, dopo aver visto le condizioni avrebbe rinunciato a un intervento. E il problema non finisce con i piccioni. “Abbiamo anche i topi”, spiega Rosati, sottolineando come ormai le normali esche non siano più sufficienti a gestire la presenza dei roditori.
I video dei residenti
Nel frattempo, i residenti hanno consegnato alle forze dell’ordine alcuni video che documenterebbero la presenza della persona che continua a distribuire cibo agli uccelli. “Più volte ci ho parlato” conferma Rosati. Ma il dialogo, finora, non avrebbe risolto nulla. Da qui l’appello: “Siamo fiduciosi che il sindaco e l’amministrazione comunale ci diano una mano. Non chiediamo altro che poter tornare a vivere in condizioni normali”.
"Sanzione contestata da un avvocato animalista”
Da parte sua il Comune sostiene di conoscere da tempo la situazione. Il sindaco Marco Fioravanti lo ribadisce: “I piccioni creano problemi alle famiglie, ai cittadini che vivono in questa zona. Più volte sono intervenuti i vigili, è stata fatta anche una sanzione, contestata, peraltro, da un avvocato animalista”. Nel frattempo, l’amministrazione ha coinvolto anche altri soggetti istituzionali. “Abbiamo interessato l’Ast e le forze dell’ordine per mettere in campo misure più drastiche e chiudere questa storia”, dice Fioravanti.
L’assemblea condominiale
Il punto, per tutti, è trovare una soluzione senza trasformare la vicenda in una guerra all’ultimo sangue con i volatili. I residenti chiedono semplicemente di poter tornare a utilizzare terrazzi e spazi esterni e di vivere nelle proprie case in condizioni normali. Oggi, dunque, il caso approda in assemblea condominiale, nella speranza di trovare una soluzione a una situazione che, nel cuore del centro storico, è diventata un incubo.
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