«La Sardegna matrice di leadership e visione Senza inutile retorica»  - L'Unione Sarda.it

La discendente.

21 luglio 2026 alle 00:13

Livia Manca di Villahermosa, ex alunna Bocconi, è imprenditrice nel settore del benessere. Vive a Milano e conserva un legame profondo con la Sardegna e Villa d’Orri.

Come è arrivata a Javotte?

«Sono arrivata a Javotte attraverso un doppio legame, familiare e personale. La famiglia Manca di Villahermosa è ampia e articolata in diversi rami: per questo parlo con cautela e non a nome di tutti. Javotte apparteneva al ramo milanese. Il ricordo diretto arriva da mia “zia” Giada: suo nonno Gaetano era fratello di Javotte e Giada l’ha conosciuta da bambina. Da ex studentessa Bocconi, la sua presenza era in qualche modo ovunque. Parlando con Giada, di cui sono portavoce, ho potuto ricomporre la donna dietro il nome».

Che cosa ha aggiunto Giada?

«Gli archivi raccontano ciò che Javotte ha fatto. Giada mi ha restituito il temperamento, la presenza privata e il tratto più intimo del suo carattere. Mi colpisce il contrasto tra la figura istituzionale e la donna reale: non necessariamente calda, ma potentissima; consapevole della propria immagine e del proprio ruolo. Javotte avrebbe potuto restare la grande dama di Milano. Quella vita la conosceva, la abitava, la incarnava. Ma non si fermò lì. Trasformò una forma di potere sociale in potere istituzionale, meno visibile ma più duraturo, in un mondo quasi interamente maschile. Per me è qui che diventa moderna: non subisce il personaggio, lo costruisce e lo mette al servizio di qualcosa che le sopravvive».

Che messaggio lascia oggi?

«Restituire Javotte ai sardi non significa appropriarsene in modo retorico. Significa ricordare che una donna nata a Cagliari ebbe un ruolo decisivo in una grande istituzione formativa europea. Questa storia offre una consapevolezza importante: la Sardegna è anche matrice di leadership, visione, carattere e responsabilità. Giada non ricorda di averla mai sentita parlare della Sardegna: per questo non parlerei di nostalgia. La Sardegna in lei era una struttura interiore di forza, sobrietà, comando e tenuta. Fare impresa da un’Isola comporta difficoltà reali. Ma il punto di partenza non deve diventare destino. Da ex studentessa Bocconi e imprenditrice, e appartenendo al ramo che discende da Paolo Manca di Villahermosa, dove lavoro, impresa e responsabilità personale sono centrali, sento molto questo passaggio: la sua eredità più forte non è stata conservare un nome, ma aprire una possibilità, usando un patrimonio privato per sostenere la formazione futura. Javotte non ebbe figli, ma trasformò in futuro il suo patrimonio. Il messaggio è questo: non cancellare le difficoltà, ma non lasciare che siano loro a scrivere la storia al posto nostro» ( c.a. ).

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