Porto Rotondo.
21 luglio 2026 alle 00:13
Consorzio, nuovo presidente il commercialista Luca TommasiniDopo nove anni di continuità, il Consorzio di Porto Rotondo ha un nuovo presidente. Carica ricoperta per tre mandati dal giurista Leonardo Salvemini, il testimone passa a un consorziato di lungo corso, Luca Tommasini, che il Consiglio di amministrazione, eletto l'11 luglio scorso, ha nominato ieri mattina. Espressione delle diverse anime che compongono la nuova governance, tra vecchi consiglieri e nuove leve, Tommasini, commercialista bolognese, è accompagnato dalla vice presidenza dell'imprenditore olbiese, Ivan Fenzi, già consigliere in precedenti mandati, e dalla presidenza dei servizi tecnici, guidata dal candidato più votato, Giglio Sabeddu.
Sfuma, dunque, l'ambizione dei fondatori del borgo di ritornare al vertice del Consorzio, da loro costituito, insieme ai primi proprietari terrieri, nel 1969, per gestire lo sviluppo urbanistico e infrastrutturale del borgo, con l'obiettivo di preservare la bellezza dell'ambiente e l'integrità del paesaggio e di fornire servizi di qualità ai futuri consorziati, oggi oltre tremila. La cordata schierata dalla famiglia dei conti veneziani Donà dalle Rose che, con il Progetto Porto Rotondo 2026, puntava alla presidenza per rilanciare il villaggio, (ri)posizionandolo tra le mete più ambite del Mediterraneo sulla scia dei vecchi fasti, rimane all'interno del CdA con tre consiglieri: tra i dodici neo eletti, l'ultimo della generazione dei Donà, il ventunenne Edoardo, il fondatore di Luxe Capital Americas, Rafael Torres Sanchez, e il fiscalista Gabriele Escalar.
I programmi
Ancora da definire e mettere nero su bianco la linea programmatica, ma l'indirizzo strategico della governance del Consorzio ricalca i principi per cui è nato: cercare di migliorare gli standard dei servizi offerti ai consorziati e, soprattutto, instaurare buoni rapporti con l'amministrazione comunale sui quali pende l'annoso contenzioso della gestione di infrastrutture, opere di urbanizzazione e aree comuni. Da quasi sessant’anni curati dal Consorzio, due sentenze del Tar hanno trasferito le competenze al Comune che non si è mai fatto carico della gestione perché le aree standard non sono mai state acquisite dall'ente. Il sindaco, Settimo Nizzi, in occasione dell'ultima assemblea dei consorziati, aveva posto le condizioni per il futuro: «Se c'è dialogo si va avanti, altrimenti il Comune fa quel che deve fare».
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