La vicesindaca nel mirino  - L'Unione Sarda.it

Lanusei.

21 luglio 2026 alle 00:13

Fa cilecca la bottiglia incendiaria sulla Fiat Punto di Maria Tegas 

Un agente della Scientifica esamina la bottiglietta da mezzo litro appoggiata sul parabrezza della Fiat Punto. È piena di benzina e non è esplosa soltanto perché gli attentatori hanno sbagliato l’innesco. La proprietaria Maria Tegas, vicesindaca di Lanusei, osserva la scena con gli occhi gonfi di terrore di un amministratrice pubblica di frontiera che ha appena subito un attentato. Sotto casa, in piena notte. Quando mancano dieci mesi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale.

«Nessuna avvisaglia, neanche il minimo sospetto». Cinquantacinque anni, insegnante dolce e mite prestata alla politica per passione e non per interesse personale, non immagina neppure chi siano i mancati incendiari. E da dove vengano costoro. Magari lo scopriranno gli agenti del commissariato di Lanusei e il loro dirigente, Antonio Maria Arca. Tutti là sul posto, in via Siccardi, a interrogare lei (Maria Tegas) e altri possibili testimoni. Tra i primi ad arrivare il sindaco, Davide Burchi, assessori, consiglieri. C’è Antonio Murru, comandante della polizia locale. Sopraggiungono amici, conoscenti.

Le indagini

Visto che Maria Tegas non nutre sospetti, qual è il movente? Potrebbe essere uno, oppure nessuno. O centomila, viste invidie, gelosie e risentimenti che possono annidarsi dietro un’attività di pubblica amministrazione. Lei, alle 9.30 di ieri mattina, quando è scesa di casa e ha visto la bottiglia sul parabrezza, non ha cercato scorciatoie. Non si è messa privatamente a caccia degli attentatori. Ha chiamato la polizia e, come ogni onesto cittadino, ha denunciato formalmente l’accaduto. Poi la decisione, immediata: resterà al suo posto. «Non saranno questi gesti a fermare me e il resto dell’amministrazione». Che oggi, in un Consiglio comunale straordinario (appuntamento alle 18, su convocazione del presidente Matteo Stochino), lo ribadiranno: nessun cedimento davanti a chi si nasconde nel buio. «Siamo rimasti tutti molto turbati da quello che è successo», dice Davide Burchi. «Maria Tegas è persona di grandissima disponibilità che tutto merita tranne un gesto vigliacco e vile. Non è sola, siamo tutti con lei».

La solidarietà è bipartisan

Letta la notizia su unionesarda.it a Maria Tegas sono arrivati numerosi attestati di solidarietà. La presidente della Regione, Alessandra Todde, definisce Tegas «vittima di un gravissimo atto intimidatorio, che condanno con assoluta fermezza. Chi sceglie la violenza e la minaccia per colpire un amministratore colpisce le istituzioni democratiche e l’intera comunità. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine perché i responsabili siano individuati rapidamente». Il consigliere regionale Pd e presidente della commissione autonomia Salvatore Corrias notifica l’attestato di vicinanza per l’atto subito. «A chi si muove nel buio della propria viltà la nostra più ferma condanna», dice Corrias.

«Forza Maria», scrive sui social Marco Melis, capogruppo d’opposizione in Consiglio comunale. Vicinanza arriva anche dal coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Ogliastra e dal deputato Salvatore Deidda che «esprimono ferma e totale condanna. La violenza e la minaccia non appartengono e non devono mai appartenere alla politica e alla vita civile delle nostre comunità. Confidiamo nell'operato delle forze dell'ordine affinché i responsabili vengano al più presto assicurati alla giustizia». Anche l'Associazione "In Teatro", attraverso il suo presidente Alessandro Mulas, esprime solidarietà: «L'identità di Lanusei è un'altra e non va macchiata con simili gesti».

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