Bologna, 30 agosto 2026 – Ha tenuto la città con il fiato sospeso, per giorni. Con la sua storia, ha fatto commuovere tutti. E ora la piccola Maria Stella è uscita dal Sant’Orsola ed è stata affidata ai Servizi Sociali, in attesa di essere accolta da una famiglia. Tenuta al sicuro in terapia intensiva, la sue condizioni di salute sono sempre state ottime e, venerdì scorso, la bimba ha potuto ’salutare’ i medici e gli operatori del Sant’Orsola che si sono presi cura di lei per 20 giorni. Adesso, è in cerca di nuovi genitori, la piccola che la sera dell’8 agosto è stata trovata nella Culla per la Vita dell’istituto delle Suore Minime di Santa Clelia Barbieri di via Tambroni, a due passi dall’Antoniano e dal centro storico.
Maria Stella, nel frattempo, non è stata dimenticata. Al contrario. La piccola è sempre stata nei pensieri di quanti hanno seguito la sua storia e fatto il tifo per lei e, soprattutto, nella mente e nel cuore delle suore che si sono prese cura di lei quando è stata lasciata nella Culla.
L’episodio l’8 agosto scorso
Quella sera, poco prima delle 23, le religiose, avvisate dall’allarme sotto forma di telefonata, erano andate di corsa a prenderla, l’avevano cullata, coccolata, tenuta in braccio finché i soccorritori del 118 non l’avevano portata in ospedale, al Sant’Orsola, dove era stata posta in terapia intensiva, ma solo per estrema precauzione.
La piccola, visitata subito dal neonatologo, infatti stava bene, le sue condizioni sono risultata buone fin dall’inizio. E, di recente, le religiose hanno anche avuto l’occasione di farle visita: “Una grande emozione – raccontano –. Di noi, è andata solo suor Marta, perché ci hanno detto che era meglio limitare le visite. E, una volta dentro, si doveva poi indossare la mascherina e adottare tutte le precauzioni del caso, per proteggere la piccola. Suor Marta ha potuto prenderla in braccio, l’ha coccolata un po’. Ricordando il momento in cui l’abbiamo trovata nella nostra Culla”. Non solo. “Ci interessa di lei, ci interessa sapere come sta – proseguono le Suore Minime di Santa Clelia Barbieri –. Per questo, con una gentilezza non scontata, l’ospedale ci teneva aggiornate: ci scrivevano se aveva mangiato, dormito, un po’ la sua vita, insomma”.

"Quando si lascia il bimbo nella Culla, lo sportello si abbassa molto lentamente, proprio per dare il tempo alla mamma di riprenderselo in caso in un ripensamento”
Il legame delle suore con la piccola
Un legame, quello delle religiose con lei, destinato in qualche modo a restare per sempre. Sono state proprio le Suore, quella sera, a chiamarla Maria Stella. In nove anni (da quando nel 2017, grazie ai Medici Cattolici, è stata inaugurata la Culla dell’istituto di via Tambroni con la benedizione del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei) non era mai stato lasciato nessun bimbo. Maria Stella è stata la prima in tutto questo tempo.

A sinistra il cardinale Matteo Zuppi all’inaugurazione della Culla per la Vita il 13 maggio 2017
“Eravamo addestrate per un evento simile – spiegano le religiose –, così, quando è successo, eravamo pronte: una di noi l’ha presa in braccio per cullarla, un’altra sorella ha chiamato i soccorsi, un’altra ha messo a posto i vestiti. E così via”. La bimba indossava abiti modesti, ma puliti: un berretto, un body, una copertina. “Continuano a chiamare qui per sapere di lei, ma adesso molto meno. I primi giorni, invece, il telefono squillava in continuazione. In tanti chiedevano solo come stava la piccola, altri invece se potevano adottarla, ma noi abbiamo subito messo in chiaro con tutti che questo non è di nostra competenza. Il nostro compito è di assistere il bimbo all’inizio, nei primi istanti in cui viene lasciato qui, e affidarlo subito ai soccorsi”. Ora che ha lasciato l’ospedale, la procedura per l’affido seguirà il suo corso. Nella speranza che presto la piccola possa avere una nuova casa e una famiglia.