Lei lo lascia, lui inizia a perseguitarla tra minacce e pedinamenti: personal trainer finisce in carcere

VILLAFRANCA (PADOVA) - La storia d’amore dopo appena 8 mesi è terminata e lui, un personal trainer di 46 anni, non se ne è fatto una ragione. Luciano Caffa, residente a Treviso ma domiciliato a Villafranca Padovana, è finito davanti al Gup Elena Lazzarin con l’accusa di atti persecutori ai danni della sua ex. Il prossimo 6 di ottobre, difeso dall’avvocato Jeanette Baracco verrà giudicato con il rito abbreviato. Caffa, ieri presente in aula, non è nuovo a questo tipo di “imprese”. Attualmente recluso dietro alle sbarre di una cella della casa circondariale Due Palazzi per avere violato gli arresti domiciliari, ha incassato negli anni tre condanne per il reato di stalking sempre ai danni di sue ex fiamme nelle province di Treviso, Padova e Venezia. Inoltre nel giugno del 2019 è stato ammonito dal Questore della Marca e nel luglio del 2021 da quello di Padova, ancora per atti persecutori.

Perseguita la ex

Adesso è finito nei guai per una storia sentimentale con una donna padovana, con un lavoro nella zona delle Terme, iniziata nel 2025 e interrotta nel marzo di quest’anno per volontà di lei. E dal quel momento, secondo l’accusa, il personal trainer ha iniziato la sua azione di persecutore. A Caffa sono stati contestati almeno 16 episodi, dove ha minacciato e pedinato la sua ex. L’imputato, nel corso degli ultimi mesi, si sarebbe presentato più volte sul luogo di lavoro della vittima, la avrebbe pedinata e sarebbe transitato in più occasioni davanti all’abitazione di lei. E poi avrebbe spedito una serie infinita di messaggi, anche attraverso i social, agli amici e ai parenti della donna. L’8 marzo, ad esempio, tramite Whastapp le ha scritto “Se vedo un’altra volta Gabriele davanti a te in alcune occasioni non so cosa potrebbe succedere”. Qualche giorno più tardi, il 25 di marzo, ha posizionato sul cofano dell’auto di lei posteggiata sul parcheggio del centro commerciale Aponense di Abano, alcuni oggetti personali della vittima: una sorta di avvertimento. Nei giorni successivi Caffa, ancora secondo l’accusa, è diventato sempre più aggressivo. Su Whastapp le ha spedito una foto con un paio di fedi nuziale, per poi metterle un mazzo di fiori vicino alla sua macchina e pedinarla fino a un incontro con gli amici.

L’apice si è toccato il 25 di aprile quando il personal trainer, già raggiunto da un ammonimento del questore di Padova, ha seguito la vittima al volante della sua auto fino al parcheggio del centro commerciale Aponense di Abano per poi bloccarle la strada con la sua macchina e offenderla. Non contento, quattro giorni più tardi, ha cercato di pedinare l’ex compagno di lei padre della figlia della vittima. Fino al 2 maggio quando è entrato nel bistrot “Trequarti” a Padova e si è seduto su tavolo fissando l’ex donna. Dopo questi fatti è stato raggiunto dalla misura restrittiva degli arresti domiciliari, ma è evaso e quindi è stato trasferito in carcere.