Leo Messi saluta l'Argentina, l'ultima con la nazionale è da brividi: Scaloni e giocatori in lacrime, fuochi d'artificio e il ricordo del padre

Una notte che resterà per sempre nella memoria di tutti gli argentini. Leo Messi saluta per l'ultima volta la Nazionale e il suo ultimo tango è da brividi. Nella vittoria per 3-0 in amichevole sul Benin, la "Pulce" segna su rigore l'ultima rete della sua carriera con l'Albiceleste, il gol numero 126 in 208 presenze, poi si congeda e viene travolto dall'abbraccio di tutti i compagni e da un popolo intero che non riesce a trattenere le lacrime. Messi chiude la sua storia di oltre vent'anni con l'Argentina e chiude un capitolo che è già storia. 

🇦🇷 | La gran despedida final de Lionel Messi y el adiós a la selección argentina. "Hoy me toca vivir el día más triste de mi carrera: despedirme de la selección. Ahora me toca acompañar. Los quiero, agradezco a Dios y estoy orgulloso de ser Argentino." https://t.co/NhZbyH4uTb

— Mia 🍋 (@Mialygosa) October 7, 2026

L'ultimo ballo di Leo Messi 

Ben 85 mila persone si sono riunite allo stadio Monumental per salutare il loro eroe, il simbolo che per oltre vent'anni ha trascinato l'Argentina, portando il peso della maglia più pesante del mondo, quella di Diego Armando Maradona.

Per tanti anni non è riuscito a vincere, arrivando persino ad essere deriso e insultato, eppure non si è mai arreso e ha sempre continuato a lottare per il suo Paese, fino a vincere la Coppa America e soprattutto il Mondiale nel 2022. Pochi mesi fa ha sfiorato la clamorosa impresa del secondo Mondiale consecutivo, arrendendosi alla Spagna in finale.

L’ultimo tango di Leo è stato malinconico e commovente, anche perché è stata la prima partita in nazionale giocata senza papà Jorge, scomparso lo scorso agosto. Messi ha ricordato il padre non riuscendo a trattenere le lacrime, supportato dalla moglie e dai suoi due figli. Più che una partita di calcio, è stata una celebrazione continua. Cori, giochi di luce, fuochi d’artificio e, al centro del Monumental, una maglia di Messi lunga 30 metri con il numero 10 e la scritta “Gracias” con la proiezione della sua sagoma nel cielo. Alla fine tutti i compagni si sono stretti attorno al proprio capitano, lasciandosi andare ad un pianto di tristezza ma anche di estrema gratitudine per aver realizzato il loro sogno, quello di giocare al fianco del loro idolo. Da Lautaro a Enzo Fernandez fino a Romero e Nico Gonzalez, un gruppo che si è "gettato nel fuoco" per Leao, per cercare di realizzare il sogno di vincere la Coppa del mondo. Una notte che resterà per sempre nel cuore di Leo e che è destinata ad essere la testimonianza più concreta del valore di un calciatore semplicemente di un altro pianeta. 

Le parole di Messi

«Giocare per l'Argentina è la cosa più bella che ci sia - ha detto Leo a fine partita parlando al microfono al centro del campo -. Se dipendesse da me resterei qui a vita. Parlerò più oggi di quanto fatto in 20 anni, perché non voglio che questo momento finisca. Nel 2022 avevamo il sogno di un intero Paese, diventare di nuovo campioni del mondo. E ci siamo riusciti. Nell'ultimo Mondiale siamo andati vicini a vincere la finale, nonostante la partita contro l'Inghilterra ci abbia prosciugato le energie perché abbiamo dato assolutamente tutto. Questo percorso, però, non riguarda solo gli ultimi 4 anni. Tanti compagni hanno lottato al mio fianco per questa maglia, molto prima che diventassimo campioni del mondo. Non dubitate mai di quanto ognuno di loro abbiamo lottato per l'Argentina. Ogni volta che scendevamo in campo sapevo che potevamo competere contro chiunque perché avevo dei guerrieri al mio fianco, disposti a dare tutto. A questo gruppo: grazie, mi hanno aiutato a realizzare il sogno che avevo da bambino. Grazie anche alla gente, ho avuto la fortuna di giocare in tutto il mondo e ovunque andassi ricevevo un'incredibile quantità d'amore. Mi mancherete tantissimo, ma sarò sempre dalla vostra parte».

Poi il ricordo del padre: «Questo è un moment molto difficile per me, la prima persona che mi viene in mente è mio padre. Me ne vado grato, orgoglioso e in pace. Grazie di tutto, sono orgoglioso di essere argentino e di aver condiviso tutto questo con voi».

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