Venti anni di reclusione per Vito Paolo Vacca, 31enne di Racale, indicato dall’accusa come il vertice dell’organizzazione, e pene fino a 14 anni per gli altri imputati. Sono le richieste formulate oggi dalla pm della Direzione distrettuale antimafia di Lecce Giovanna Cannarile nei confronti dei 30 imputati giudicati con rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta “Pit Bull”, che avrebbe fatto luce su un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga, alle estorsioni e alla gestione armata del territorio tra Racale, Taviano, Alliste, Melissano e Gallipoli. La requisitoria si è svolta davanti alla gup Tea Verderosa.
Nel dettaglio, oltre ai 20 anni chiesti per Vacca, la pm ha invocato 8 anni per William Bagno, 31enne di Racale; 7 anni per Gabriele Colazzo, 24enne di Alliste; 9 anni e 6 mesi per Maria Grazia Colitti, 49enne di Taviano; 9 anni, 4 mesi e 20 giorni per Vanessa De Leone, 29enne di Racale; 10 anni e 6 mesi per Maicol Andrea Manni, 34enne di Melissano; 14 anni per Valentino Manni, 30enne di Taviano; 11 anni e 6 mesi per Fabrizio Mastria, 46enne di Racale; 7 anni e 6 mesi per Luciano Kevin Mastria, 22enne di Melissano; 8 anni e 6 mesi per Christian Nutricati, 38enne di Ugento; 7 anni per Cesare Parigi, 50enne di Taviano; 8 anni e 3 mesi per Vito Reho, 25enne di Melissano; 11 anni per Sara Tafuro, 42enne di Racale; 7 anni e 10 mesi per Luca Tricarico, 28enne residente a Nardò; 8 anni per Natalizia Troisi, 60enne di Racale; 8 anni e 6 mesi per Michele Spennato, 28enne di Racale; 7 anni e 4 mesi per Marica Vacca, 35enne di Racale; 10 anni e 10 mesi per Emanuela Spennato, 40enne di Taviano.
Per le altre posizioni, la richiesta è stata di 10 mesi per Stefano Casto, 30enne di Racale; 2 anni per Michele De Icco, 37enne di Melissano; 3 anni e 6 mesi per Giuseppe Dell’Anna, 42enne residente a Lecce; 2 anni e 6 mesi per Alessandro Manco, 54enne di Taviano; 8 mesi per Bruna Manco, 62enne di Alliste; 2 anni e 2 mesi per Risjan Mucaj, 35enne albanese residente a Cavallino; 8 mesi per Adriano Muscella, 46enne di Melissano; un anno e 3 mesi per Simone Luca Santantonio, 54enne di Racale; 2 anni e 6 mesi per Andrea Santoro, 35enne di Lecce; 2 anni e 2 mesi per Tommaso Seclì, 26enne di Ugento; 2 anni per Antonio Tricarico, 26enne di Tuglie; 8 mesi per Luigi Venneri, 31enne di Alliste.
Le contestazioni mosse a vario titolo comprendono associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga con aggravante mafiosa, spaccio, tentata estorsione, ricettazione e detenzione illegale di armi. Secondo la ricostruzione della Dda, Vacca avrebbe assunto il ruolo di vertice dopo la morte del padre Angelo Salvatore, condannato all’ergastolo per omicidio. Il funerale celebrato nell’agosto 2024, con carrozza e cavalli, viene indicato dall’accusa come un segnale di riaffermazione del potere del clan.
L’indagine era stata avviata nel marzo 2022 dopo l’aggressione a un 22enne di Taviano per un debito di 700 euro. Il giovane, secondo l’accusa, sarebbe stato picchiato, costretto a rientrare in casa per recuperare il denaro e privato delle chiavi dell’auto. L’intervento dei carabinieri fece fallire l’azione, da cui scaturì la contestazione di tentata estorsione. Di quell’episodio rispondono Alessandro Manni, Valentino Manni, Nicolas Palma e Tommaso Seclì. Il blitz era scattato all’alba del 30 settembre con 18 arresti. Oltre cento carabinieri, con il supporto dei Cacciatori “Puglia” e delle unità cinofile, avevano eseguito l’operazione che, secondo l’accusa, aveva consentito di disarticolare la rete criminale. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Mariangela Calò, Francesco Fasano, Marco Macagnino, Raffaele Benfatto, Giorgio Caroli, Ada Alibrando, Mario Coppola, Simone Viva, Speranza Faenza, Pantaleo Cannoletta, Biagio Palamà, Stefano Prontera, Stefano Stefanelli, Paride Marti, Mercedes Salento, Antonio Savoia, Mauro Margarito, Angelo Valente e Sonia Mascia Cavalera.