Magistratura Indipendente: “Tar annulla Dpcm 2024 su adeguamenti retributivi magistrati”

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L’associazione “Conferma la propria disponibilità a contribuire alla ricerca di soluzioni condivise e concretamente attuabili”

 “Con la sentenza n. 14271/2026, pubblicata il 14 agosto 2026, il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha accolto il secondo ricorso promosso dall’Anm, annullando il Dpcm del 3 giugno 2024 e gli atti presupposti adottati dall’Istat in materia di adeguamento delle retribuzioni per il triennio 2021-2023″. Lo rendono noto il segretario generale e il presidente di Magistratura Indipendente, Antonio D’Amato e Giancarlo Dominijanni. “Magistratura Indipendente esprime vivo apprezzamento per l’importante risultato conseguito nel contenzioso relativo agli adeguamenti retributivi della magistratura ordinaria e rivolge un sentito ringraziamento all’Ufficio Sindacale dell’Anm per la competenza, la determinazione e la continuità dell’azione svolta”, commentano D’Amato e Dominijanni, “la decisione si pone in linea di continuità con i principi già affermati dal Consiglio di Stato con riferimento al precedente triennio e conferma l’illegittimità del metodo di calcolo adottato dall’amministrazione, fondato sull’esclusione di componenti del trattamento economico del pubblico impiego e di alcune categorie di dipendenti pubblici, nonché sull’applicazione di una media ponderata in luogo della media aritmetica prevista dalla legge”.

 “L’associazione auspica che l’Amministrazione provveda con la massima tempestività a dare piena e integrale esecuzione alle decisioni della giurisdizione amministrativa, assicurando il rapido riconoscimento di quanto dovuto ai magistrati e ponendo definitivamente termine a una vicenda che si protrae da anni. Il corretto adeguamento del trattamento economico della magistratura non rappresenta una mera questione patrimoniale o di interesse categoriale. Esso costituisce una delle garanzie attraverso le quali l’ordinamento tutela l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, valori costituzionali posti a presidio dell’imparziale esercizio della giurisdizione e della tutela dei diritti dei cittadini. Già nel comunicato del 9 gennaio 2026, accanto alle ormai insostenibili carenze di personale amministrativo che interessano numerosi uffici giudiziari, era stata richiamata l’attenzione sulla mancata attuazione di alcune misure attese dalla magistratura, tra cui il riconoscimento di una disciplina della malattia e l’esecuzione delle pronunce della giustizia amministrativa in materia di adeguamenti stipendiali. La decisione odierna rafforza l’esigenza che tali pronunce trovino piena e tempestiva attuazione, quale espressione dei principi di legalità, certezza del diritto e leale collaborazione tra i poteri dello Stato. In questa prospettiva, Magistratura Indipendente conferma la propria disponibilità a contribuire, nelle sedi associative e istituzionali competenti, alla ricerca di soluzioni condivise e concretamente attuabili, nella consapevolezza che il rafforzamento della giurisdizione richiede il concorso responsabile di tutte le istituzioni chiamate ad operare nell’interesse generale della collettività”, concludono D’Amato e Dominijanni.