Mamma e figlia 12enne di origini straniere allontanate da una libreria: «La piccola aveva le lacrime agli occhi». Il libraio: «Non era razzismo»

Un pomeriggio tra madre e figlia, un giro in libreria. In cui, però, non sono neanche entrate, perché sono state cacciate dal libraio: «Via, via, via», avrebbe detto, piantandosi di fronte all'ingresso. È successo in una libreria del centro di Foggia a luglio: secondo il padre della ragazzina, che ha raccontato l'accaduto su Facebook, si sarebbe trattato di un gesto chiaramente razzista. L'uomo ha raccontato la profonda amarezza della figlia, di 12 anni, tornata a casa insieme a sua madre con le lacrime agli occhi. 

La vicenda è avvenuta circa due mesi fa. Alla denuncia della famiglia, scrive Today.it, il libraio ha replicando respingendo le accuse di discriminazione e chiedendo scusa per l'accaduto.

Il post

A raccontare l'accaduto è Davis Gaeta, foggiano che da anni vive in Svizzera e che tornato nella sua città per le vacanze estive. La moglie Ganga, originaria dello Sri Lanka, insieme alla figlia 12enne, era andata in libreria. Al momento dell'accaduto, Gaeta non era presente: ma stando al loro racconto, a far nascere i sospetti di un gesto razzista era stato proprio la mancanza di una motivazione. «C’è un particolare fondamentale per comprendere perché abbiamo vissuto questo episodio come un atto di discriminazione: mia moglie Ganga è originaria dello Sri Lanka e ha la pelle scura; nostra figlia ha la carnagione olivastra».

Le ha ritrovate entrambe molto scosse, soprattutto la bimba.

Così, Gaeta ha deciso di affrontare personalmente il titolare, tornando nel negozio. L'uomo ammette di non aver avuto una reazione pacata, e di aver usato parole pesanti durante il confronto, ma ad alimentare la rabbia è stata la risposta del proprietario, che continuava a ribadire di non ricordare nulla nonostante l'accaduto si fosse verificato poco prima.

Gaeta ha scelto di rendere pubblica la storia solo pochi giorni fa, sottolineando il controsenso: che un tale atteggiamento abbia avuto luogo in una libreria, posto dove l'incontro di realtà e culture differenti dovrebbe essere ben accolto. Lo scopo, racconta, non è di mettere alla gogna il libraio, ma di dare un senso alla sofferenza di sua figlia.

La replica

In seguito al post del padre, il commerciante ha voluto raccontare la sua versione dei fatti, scusandosi per l'atteggiamento ma sottolineando che non aveva assolutamente una connotazione razzista. Il libraio sostiene che, stando a ciò che ricorda, davanti al negozio c'erano due bambine, e non madre e figlia. Gaeta ha replicato che sua moglie è di statura piccola ed esile, motivo per cui sarebbe nato il fraintendimento. 

Il commerciante continua, spiegando che spesso nei negozi della zona entrerebbero persone intenzionate a chiedere soldi, e che è sua abitudine mandarle via. Per questo, dice, avrebbe allontanato le due. Riconosce, però, di aver sbagliato nel non aver effettuato verifiche. Sempre nei commenti, Gaeta ha risposto dicendo di aver voluto rendere pubblico il fatto due mesi dopo per evitare che un accaduto del genere si verifichi ancora. 


Ultimo aggiornamento: lunedì 7 settembre 2026, 19:09

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