Manovra 2027, meno tasse agli under 30 e card sanitaria. Si limano le misure per la flessibilità Ue

Un'interpretazione più ampia della clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità e Crescita che porti a includere nella flessibilità più misure a favore delle famiglie.

Un modo per indirizzare al sostegno dei redditi una fetta ancora maggiore delle risorse a disposizione. Giovani e recupero del potere d'acquisto sono le priorità in questo momento. Il nuovo intervento principe della Manovra attesa per domani a mezzogiorno in Consiglio dei ministri è la tassazione di favore per i giovani al primo impiego.

Un'idea in cantiere da tempo e sulla quale si è speso in prima persona il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ipotizzando già un paio di mesi fa un meccanismo per abbassare le tasse sugli aumenti salariali accordati dai datori di lavoro ai giovani. La proposta trasformata in articolo prevederà invece un'imposta sostitutiva (si ragionava attorno al 5%) per gli under 30 neoassunti.

«La coperta è corta» è il mantra che guida la scrittura della Manovra. Giorgetti non perde occasione di ricordare ai colleghi di governo e soprattutto ai partiti che le scelte dovranno essere mirate e ragionate. La politica «è l'arte del possibile, non dell'impossibile», ha detto anche intervenendo domenica scorsa dal palco del congresso straordinario della Lega.

Nella pratica vorrà dire stilare provvedimenti tagliati su misura per le esigenze di determinate fette della popolazione potrà voler dire, per esempio, concedere agli over 75 a basso reddito una card da 300 o 500 euro, per coprire spese sanitarie come quelle odontoiatriche o l'acquisto di farmaci.

E se è difficile, al momento, garantire una sforbiciata generalizzata dell'Irpef per il ceto medio, perché troppo costosa e difficile da percepire in busta paga, dovrebbe trovare spazio la mini estensione del regime forfettario per gli autonomi, la flat tax.

Oggi l'accesso al meccanismo è riservato agli autonomi e ai professionisti che guadagnano fino a 85mila euro. La soglia dovrebbe essere alzata a 100mila euro, ma mantenendo gli obblighi Iva dopo gli 85mila euro, essendo l'imposta una delle materie da contrattare con la Ue.

Il dialogo con Bruxelles è centrale e non soltanto perché si sta ragionando sull'effetto dell'inflazione sulla spesa netta, che il prossimo anno farà schizzare il conto per le pensioni, tant'è che si ragiona su una rimodulazione dell'indicizzazione degli assegni più alti per favorire le minime. Il nodo sono gli interventi che rientrano nella flessibilità.

I margini

Per la Commissione europea le misure della prossima legge di Bilancio da finanziare con i margini concessi dall'Europa sulle spese in energia sono ammissibili, ma dovranno essere valutate singolarmente, per capirne l'efficacia, l'effetto sui conti pubblici e se rispettino o meno il vincolo di favorire l'indipendenza dalle fonti fossili.

Ma prima di inviare alla volta di Bruxelles i provvedimenti scritti, messi nero su bianco, così come dovrebbero entrare nel testo della Manovra, il governo attende di capire meglio le linee guida delle istituzioni europee.

Nel fine settimana l'esecutivo comunitario ha inviato a Roma una serie di risposte sulla clausola di salvaguardia nazionale per l'energia e la difesa. L'Italia conta di usare 29 miliardi in totale nei prossimi due anni. Per il 2027 i 14,5 miliardi di scostamento rappresentano oltre la metà delle coperture della prossima legge di Bilancio da 23,5 miliardi.

I restanti 9 miliardi circa dovranno arrivare, per gran parte, circa 5 miliardi da banche, assicurazioni e sistema finanziario. Visto da Palazzo Berlaymont, sede della Commissione Ue, il confronto «è costruttivo». Il dialogo è però «ancora in corso».

In ultima analisi «spetta all'Italia decidere come avvalersi di questa flessibilità», spiegava ieri un portavoce dell'esecutivo europeo,«la Commissione verificherà successivamente la compatibilità delle misure adottate con le regole fiscali dell'Unione europea».

I piani del governo puntano a indirizzare la flessibilità su investimenti aggiuntivi in elettrificazione; efficientamento degli edifici pubblici; installazione di pannelli solari nelle scuole; sostegno alla mobilità sostenibile, in particolare nella rete ferroviaria; una nuova energy release, il meccanismo a favore delle industrie energivore.

In ballo ci sono poi il bonus al 65% per l'efficientamento delle case e gli sconti per l'uso dei mezzi pubblici riservati ai giovani. Un fronte che si somma alle aperture per sfruttare i fondi della Politica comune europea per contrastare il caro-carburanti.

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