Roma, tolleranza zero sulle occupazioni: 7 studenti in questura. Un istituto assaltato da venti giovani a volto coperto e armati di catene

La telefonata è immediata e arriva da una delle presidi di un istituto superiore della Capitale: «Sono entrati a scuola, a volto travisato, armati di catene». Sono studenti ma l’ipotesi è che dietro ai “raid” delle ultime 24 ore in diverse scuole della Capitale ci sia un’unica regia che punta ad arrivare a un numero elevato di occupazioni prima del 30 ottobre, quando Roma e altre città italiane si troveranno ad affrontare la protesta indetta dall’Usb.

Alle azioni come quelle condotte all’istituto Giordano Bruno o al liceo Giulio Carlo Argan si è risposto con una tolleranza zero intervenendo prontamente alla richiesta di aiuto dei dirigenti scolastici in ragione anche di quel sospetto che vedrebbe le proteste essere atti prodromici alla giornata di venerdì.

La cronaca

Partiamo dal Giordano Bruno: qui ieri la polizia è intervenuta portando in commissariato, poco dopo le 14, sette minori. Si tratta di ragazzi iscritti ad altri istituti superiori della Capitale e dunque non al Giordano Bruno. Ma bisogna partire dal mattino, da quando, intorno alle 7.20, un gruppo ha provato prima a occupare la sede centrale dell’istituto in via della Bufalotta, convergendo poi sulla succursale di via delle Isole Curzolane. I collaboratori scolastici prontamente hanno sbarrato i cancelli e il primo tentativo è così fallito. Alle 9.30 la preside decide di far entrare, per svolgere regolarmente le lezioni, una settantina di studenti rimasti in strada. Tuttavia alle 14, ovvero al termine delle lezioni con la necessità di riaprire i cancelli per far uscire ragazzi e professori, un gruppo di 20 giovani, incappucciati, vestiti integralmente di nero e armati, alcuni di catene, fa irruzione e stavolta riesce ad entrare. La polizia però li ferma, dentro alla scuola. Hanno ancora i passamontagna calzati sulla testa. Una manciata di loro riesce a fuggire e in commissariato vengono accompagnati sette minori, quasi tutti italiani. Vengono identificati e poi riaffidati alle famiglie. «Stavamo per entrare ma hanno provato a occupare - racconta una studentessa - poi sembrava che il tentativo fosse fallito ma sono tornati all’uscita e sono entrati in gruppo, tutti insieme, non meno di venti. Non si riconoscevano, fra loro c’erano dei nostri compagni ma anche persone che non avevamo mai visto. Sei di loro sono poi riusciti a fuggire dal cancello del cortile che confina con un altro istituto».

Nella linearità del procedimento non mancano momenti di tensione, soprattutto da parte di alcuni ragazzi supportati da adulti e perfino dall’assessore alla Cultura del Municipio che gridano alla “repressione” quando poco prima dei minorenni sono entrati armati di catene e bastoni dentro a una scuola. C’è chi addirittura proverà a fermare una delle tre volanti impegnata ad accompagnare gli studenti in commissariato.

Le reazioni

«Questi comportamenti sono da condannare fermamente. Chiederemo chiarimenti anche all’assessore alla Cultura, presente durante l’intervento delle forze dell’ordine, per fare piena luce su quanto accaduto», commenta il capogruppo di Fratelli d’Italia in III Municipio, Manuel Bartolomeo. Per quanto accaduto non c’è nessuna rivendicazione ma a supportare la protesta si schierano la Rete degli studenti Medi del Lazio e rappresentanti dell’Osa. L’onda delle occupazioni è partita già nelle scorse settimane, a Roma e in altre città. Tanti gli istituti occupati ma solo negli ultimi giorni le azioni più violente con questo schema che vede estranei, camuffati e a volto coperto, perfino armati di catene provare a occupare. L’elemento dell’estraneità dei protagonisti, seppur sostenuti ovviamente da alcuni iscritti, lascia ipotizzare che ci sia un’unica regia dietro in vista proprio della manifestazione di venerdì.

Oltre al Giordano Bruno sono stati occupati anche lo storico liceo Torquato Tasso e l’artistico Ripetta. Nei giorni scorsi è toccato al liceo Cavour, all’istituto Piaget e Margherita e poi ancora ai licei Morgagni, Gullace, Benedetto da Norcia, Plinio Seniore, Francesco D’Assisi e Maria Montessori. Analogamente a quanto avvenuto al Giordano Bruno, sempre ieri, è stato occupato con le medesime azioni anche il liceo artistico Giulio Carlo Argan.

È in questa scuola che alcuni studenti sui social hanno accusato il preside di aver spintonato uno dei ragazzi. Il dirigente si è riservato di formalizzare regolare querela dopo essere stato malmenato da alcuni studenti. Anch’essi a volto incappucciato. Preoccupata l’Associazione nazionale dei presidi che ravvisa in questa stagione non tanto un numero superiore di episodi, in linea con altri anni, ma un’escalation di aggressività. Intanto altri studenti, come i collettivi universitari, stanno portando avanti assemblee e incontri con omologhi gruppi internazionali in vista del 30 ottobre. Ieri alla Facoltà di Lettere della Sapienza alcuni collettivi si sono connessi con i “colleghi” francesi. Al centro del confronto? L’onda lunga delle proteste.

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