Mattarella: «La scuola è aperta a tutti, non deve formare ghetti e alzare barriere. È la più efficace leva di integrazione»

«La scuola è aperta a tutti. È la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. Deve stabilire legami, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere». È ad Amatrice, Sergio Mattarella, per inaugurare il nuovo anno scolastico insieme a ragazzi, atleti e al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. E dal paese che fu epicentro del sisma del 2016, 299 morti in una cittadina di poco più di duemila abitanti, il presidente della Repubblica tratteggia la sua visione del ruolo che dovrebbe avere l’istruzione pubblica. Lo fa all’indomani dell’annuncio di Giorgia Meloni di un decreto legge che arriverà in consiglio dei ministri giovedì, e che è finito al centro delle polemiche: il tetto del 30% agli stranieri nelle classi, il divieto di burqa, l’obbligo per i loro genitori di imparare l’italiano.

L'intervento

Nulla è filtrato dal Quirinale a proposito delle opinioni del presidente su queste misure. Mattarella però usa parole diverse, da Amatrice. Parla di una scuola che «deve costruire legami», aiutare a «non formare ghetti, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità». La scuola, insiste il capo dello Stato, «è chiamata a produrre coesione sociale». Cita l’articolo 34 della Costituzione: la scuola, ricorda, «prepara tutti. È aperta a tutti». È il passaggio centrale, quello in cui scatta l’applauso del pubblico, di un discorso denso, che va dal bullismo agli «intollerabili episodi di violenza» anche contro gli insegnanti. E poi l’invito ai ragazzi a «usare i propri cellulari per pensare in proprio», il faro sull’intelligenza artificiale: il progresso, avverte, «non va ostacolato né temuto», ma neanche «seguito con passività». Piuttosto «orientato e continuamente verificato» perché serva da «garanzia al primato della persona». «Abbiamo costruito nei decenni una buona scuola», dice il presidente, «Dobbiamo farla diventare migliore, sapendo innovare».

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