La richiesta era semplice: essere accompagnato in centro dall’aeroporto di Capodichino. A tariffa predeterminata. Il punto era che il cliente era solo e il taxi, primo in fila, era una van. Quindi il tassista, per un unico cliente, non si sarebbe mosso. È iniziata così la protesta degli altri, tutti in fila ad attendere che lui si muovesse. La tensione è salita alle stelle: «dobbiamo lavorare tutti, spostati». Le regole sono regole, per i tassisti: se hai un van imbarchi anche solo un cliente se tocca a te. Ne è scaturita una fuoribonda lite: due tssisti hanno cercato di fargli «capire bene come funziona».
Dalle parole a voce grossa alle mani è stato un attimo. Il tutto in un orario serale davanti agli occhi sgranati di turisti e cittadini che chiedevano solo di andare a casa o in albergo. Due contro uno, è finita così con un tassista che le ha prese dai colleghi e il fuggi-fuggi generale. Un testimone racconta: «Sono dovuto allontanarmi velocemente - denuncia a Il Mattino chiedendo di restare anonimo - perché ero con mia figlia piccola che si è molto spaventata e ha iniziato a piangere. Ho temuto che la situazione degenerasse e così sono andato via. Poi abbiamo trovato un taxi che ci ha finalmente riportato a casa». E ancora: «quello che mi ha lasciato interdetto è che, nonostante ci fossero stati degli arrivi, davanti alle porte dello scalo non vi erano controlli da parte delle forze dell’ordine». Dopo un po’ sul posto è arrivata la polizia municipale sollecitata da alcuni presenti, il tassista invece ha chiesto di essere accompagnato in ospedale per i dovuti controlli.
Gli addetti
Di quanto accaduto a Capodichino nell’mbiente dei tassisti ne sono a conoscenza un po’ tutti ma, a riguardo, nessuno vuole esprimersi. C’è silenzio. La lamentela di tutti è sempre la stessa: lavoriamo senza veder garantita alcuna misura di sicurezza. «Soprattutto - dice qualcuno - all’aeroporto». Qui la situazione è particolarmente tesa e, nonostante le diverse associazioni di categoria chiedano più controlli e divise sul posto, «le nostre richieste restano inevase nonostante le tante riunioni fatte con le organi competenti e le promesse con le quali si sono impegnati». Qualcuno ribadisce che un elemento di disturbo è rappresentato anche «dagli operatori abusivi che gestiscono illegalmente il trasporto dei passeggeri in uscita dallo scalo» e reitera la richiesta: «avere maggiori controlli a tutela di tutti, operatori e clienti».
La situazione
C’è una spaccatura tra i tassisti sulle tariffe. Da un lato il caro carburanti e il traffico rendono impossibile proseguire con il pezzo fisso; dall’altro il caro vita rende talvolta improponibili in spostamenti in taxi per gli utenti. Sebbene queste tariffe siano pensate per tutelare i passeggeri (evitando sorprese sul prezzo finale, per chi guida il taxi presentano pesanti svantaggi economici in contesti urbani congestionati come Napoli. Anche se, proprio il traffico rischia di far lievitare il prezzo di una corsa da 20 a 80 euro. Oggetto di grande contestazioni è anche la mancanza di piani strutturali sulla mobilità. I sindacati di categoria denunciano che le tariffe predeterminate dovrebbero essere applicate solo a fronte di un piano di traffico efficiente e corsie preferenziali protette, che ad oggi spesso mancano. Di qui gli abusivi i quali, pur di lavorare, offrono “tariffe speciali” a volte anche solo su alcune tratte.