Miraggi pugliesi. La avvistano in barca a Polignano a Mare, a cena tra i viottoli di Locorotondo, fra gli ulivi di Ceglie Messapica. Avvistamenti simultanei, ubiqui, neanche fosse David Copperfield o Houdini. Giorgia Meloni cercasi. La premier è tornata in vacanza nella regione che da quattro anni ha eletto a buen retiro estivo, dopo qualche giorno al sole in Grecia. O questa almeno è la voce che rimbalza da un capo all'altro del Tacco d'Italia.
Agognato riposo dopo mesi sull'ottovolante tra caro carburanti, legge elettorale, la caccia ai fondi per la Difesa. Fino al caos migranti che impegna il governo da Ceuta a Berlino. «Lasciatela in pace» sospirano amici e fedelissimi del partito. Mentre la macchina dei depistaggi si mette in moto. Riecco le cene e le scampagnate in Valle d'Itria, prenotazioni fantasma ovunque. Chi dispensa certezze, chi tira giù il telefono: «Non so niente», tu tu tu.
Una pista c'è. Un blitz a Roma per Ferragosto, a casa e in famiglia. Poi tappa a Borgo Egnazia, la masseria-fortezza a Savelletri, scelta da Meloni come culla del G7 italiano due anni fa. Balorda nostalgia come canta Olly? Conferme ufficiali non ci sono ancora. E del resto la premier difende strenuamente la privacy. I caddie dell'hotel giurano però di aver sentito di «un'ospite speciale» fra quelle mura in pietra leccese rivisitata che hanno ospitato vip del calibro di Madonna e David Beckham prima di Zelensky e Biden. Un posto da "duemila e una notte" in alta stagione per le suites più ambite. La polizia controlla i documenti ai cronisti appostati. I dipendenti dell'hotel li scacciano a male parole. Indizi? Chissà.
C'è una regione che un po' spera nell'eternarsi di questa "special relationship" con la premier che una volta l'anno abbandona l'afa romana per i trulli, le "bombette" e i nodini. Circondata dal cerchio magico, dalla sorella Arianna e la figlia fino a Francesco Lollobrigida e l'amico Marcello Gemmato, l'ex compagno Andrea Giambruno.
I nodi
Ferie di lavoro, comunque: l'emergenza migranti raggiunge infatti la presidente del Consiglio lontano da Roma. Il 21 è attesa a Taranto per i Giochi del Mediterraneo. Ma intanto ha un doppio stallo da gestire: con la Spagna di Sanchez e la Germania di Merz. Nelle prossime ore potrebbero sentirsi al telefono Matteo Piantedosi e l'omologo tedesco Dobrindt per sbloccare il caso dei tre "dublinanti" che Berlino vuole rispedire in Italia. Ecco servito il vertice del disgelo. E intanto oggi si è fatto un punto con il titolare degli Esteri Antonio Tajani.
Quanto alla Spagna, lavori in corso per la de-escalation. Ma prima di riaprire Schengen la premier vuole un segnale di distensione dal rivale spagnolo. Intanto a Bruxelles la sinistra europea "processa" la premier socialista danese Mette Frederiksen, amica della conservatrice Meloni, accusata in una lettera a firma del dem Peppe Provenzano e della vicepresidente dell'Eurocamera Javi López di aver tradito «la solidarietà europea» con Sanchez. Una semi scomunica, come accadde all'epoca con l'albanese Edi Rama. «Una fatwa imbarazzante», tuona il capodelegazione di FdI in Ue Carlo Fidanza. Meloni dalla Puglia sottoscrive.
© RIPRODUZIONE RISERVATA