Un'estate segnata da anomalie climatiche, dal caldo estremo a chicchi di grandine di dimensioni mai viste prima, il meteo è fuori controllo e l'Italia si trova a fare i conti sempre più spesso con maltempo e tempeste capaci di causare danni gravissimi al territorio. L'ennesima conferma arriva dalla Toscana, dove nelle scorse ore si è abbattuto un mesociclone, un fenomeno meteorologico estremo, tipico degli USA, che fino a qualche decennio fa era raro in Italia.
Cos'è il mesociclone e come si forma
Quando si parla di temporali, non tutti hanno la stessa potenza. Tra i più pericolosi c'è la supercella temporalesca, una particolare tipologia di temporale violento caratterizzata da una corrente ascensionale rotante, chiamata mesociclone. Questa rotazione non è casuale e nasce dall’interazione tra aria calda e umida negli strati bassi e venti più freddi e secchi in quota, combinata al wind shear (variazione di velocità e direzione del vento con l’altezza). Il risultato è il mesociclone, una colonna d’aria che non solo sale con forza, ma ruota su sé stessa come un enorme vortice, mantenendo la cella temporalesca attiva per ore, ben oltre la durata di un temporale comune.
Scompariranno o aumenteranno?
Il cambiamento climatico ha sensibilmente surriscaldato il Mar Mediterraneo, che negli ultimi decenni ha registrato temperature superficiali estive da record. Questo calore accumulato evapora, trasformandosi in una quantità enorme di vapore acqueo ed energia potenziale a disposizione dei temporali. Questa combinazione di calore e umidità nei bassi strati dell'atmosfera serve come combustibile perfetto per la formazione dei mesocicloni.
Quando l'aria fresca oceanica o nordeuropea valica le Alpi ed entra in Pianura Padana, trova un "combustibile" caldissimo ad attenderla, generando supercelle e mesocicloni con una facilità e una violenza inedita per il nostro Paese. I dati e i modelli climatici parlano chiaro: i mesocicloni e le supercelle in Italia non scompariranno, ma sono destinati ad aumentare in intensità e, in alcune aree, anche in frequenza.
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