Quante volte, intrappolati nella routine di tutti i giorni, sognamo di mollare tutto, fare le valige e ricominciare altrove? Nina Ottevanger quel sogno lo ha trasformato in realtà. Durante un viaggio in Marocco con due amici, la donna olandese ha conosciuto Ilyass a Rabat e tra loro «è scattata subito la scintilla». Dopo anni di relazione a distanza tra i Paesi Bassi e il Marocco e il matrimonio celebrato nel 2021 sulla spiaggia di Kijkduin, la coppia ha gestito per tre anni una scuola di surf dividendo l'anno tra i due Paesi.
Gestire questa vita a metà si è rivelato faticoso: «Ilyass si rese conto di non essere fatto per gli inverni rigidi e io cercavo un modo per lasciare i Paesi Bassi e trasferirmi in un posto dove potessi stare all'aria aperta tutto l'anno». Da qui, la decisione definitiva.
Ristrutturare un riad abbandonato
Nel 2024 hanno acquistato nella medina di Rabat un riad tradizionale, abbandonato da oltre 20 anni e privo di bagni. Con i propri risparmi, prestiti da familiari e amici e il prezioso aiuto del padre di Nina, che l'ha aiutata «a disegnare ogni stanza e a progettare i piani architettonici», hanno ristrutturato l'immobile. Nell'ottobre del 2025 hanno inaugurato l'Ilyana Surfhouse, un hotel da 16 posti gestito insieme alla famiglia di Ilyass. Le cinque camere del riad possono ospitare 16 persone, con tariffe a partire da 500 dirham marocchini, ovvero circa 53 dollari, a notte, colazione e cena incluse. «La madre di Ilyass prepara la cena, sua sorella si occupa della colazione e accoglie gli ospiti, mentre suo fratello dà lezioni di surf. Siamo soddisfatti di come sta andando l'attività.
Speriamo di riuscire a saldare il mutuo della casa con i nostri profitti entro otto anni».Un nuovo stile di vita
Oggi il loro stile di vita è completamente cambiato e appagante: «Viviamo in muta e facciamo molto meno di prima. Alla fine del mese ci rimane più denaro perché abbiamo meno spese». Hanno scelto Rabat per le origini di Ilyass e per la tranquillità della scena del surf locale, dove «in acqua ci sono 10 o 20 persone, non centinaia». Vivendo e lavorando fianco a fianco, Nina conclude: «Siamo una squadra fantastica. Ognuno di noi ha le proprie specialità e ci piace scambiarci aneddoti a fine giornata».
Ultimo aggiornamento: martedì 22 settembre 2026, 14:11
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