Migranti intossicati a Lampedusa, il Centro antiveleni di Pavia trova la causa: colpa dell’additivo del carburante

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Il Centro del Maugeri ha risolto il giallo: durante la traversata moltissime persone avevano contratto la metemoglobinemia: c’erano state anche due vittime

Giancarlo Agnelli direttore scientifico Maugeri con alcune collaboratrici L’additivo era usato per il carburante degli scafi

Giancarlo Agnelli direttore scientifico Maugeri con alcune collaboratrici L’additivo era usato per il carburante degli scafi

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Pavia, 12 settembre 2026 – Identificata la causa di una serie di gravi intossicazioni osservate a Lampedusa tra il 2024 e il 2025 fra i migranti arrivati lungo la rotta del Mediterraneo centrale. A provocarla è stata la N-metilanilina, un additivo impiegato per migliorare le prestazioni dei carburanti, che causa metemoglobinemia.

A scoprirlo è stato il Centro antiveleni Maugeri Pavia - Cnit che ha coordinato l’indagine e fornito consulenza clinica e tossicologica in stretta collaborazione col personale sanitario del Punto di emergenza di Lampedusa con diversi ospedali siciliani e con il ministero della Salute.

Cos’è la metemoglobinemia

Lo studio ora pubblicato sul New England Journal of Medicine riguarda 82 pazienti, in prevalenza giovani uomini. La metemoglobinemia è una condizione rara e potenzialmente letale nella quale l’emoglobina non riesce più a trasportare e cedere in modo adeguato l’ossigeno ai tessuti; nelle forme gravi provoca cianosi, difficoltà respiratoria, alterazioni dello stato di coscienza e, se non trattata in tempo, può portare alla morte.

L’indagine tra i migranti

Nei pazienti i livelli di metemoglobina hanno raggiunto il 68%. Il 90% ha ricevuto l’antidoto, il blu di metilene, spesso con somministrazioni ripetute. Due pazienti sono morti nelle fasi acute dell’intossicazione; in 38 pazienti si è manifestata, come complicanza tardiva, un’anemia emolitica che ha reso necessarie trasfusioni. Tutto è partito dalla segnalazione del personale sanitario di Lampedusa. Il Centro antiveleni ha avviato un’indagine clinica e tossicologica coordinata per caratterizzare i casi e risalire alla causa.

L’elemento comune ai pazienti era l’esposizione ai carburanti durante la traversata, in alcuni casi con ustioni della pelle o un forte odore di benzina. Tramite la rete con gli ospedali siciliani, il Centro antiveleni Maugeri ha coordinato la raccolta dei campioni biologici e l’avvio di indagini tossicologiche complesse, che hanno rilevato la N-metilanilina e/o i suoi metaboliti nei pazienti esaminati.

Il commento del Maugeri

“Questa esperienza – commenta Giancarlo Agnelli, direttore scientifico del Maugeri – mostra il valore dell’attività diagnostico-terapeutica, di tossicosorveglianza e di ricerca scientifica svolta dal Centro antiveleni Maugeri e dai suoi medici e ricercatori nel riconoscere precocemente fenomeni emergenti a rischio per la salute pubblica. La centralizzazione delle consulenze clinico-tossicologiche e analitiche, la continuità dell’attività e la rete hanno permesso di collegare in tempo reale casi osservati in momenti e strutture diverse fino all’identificazione della sostanza responsabile e della fonte di esposizione”.

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