Milano, fiori e lacrime per la figlia di Lea Garofalo: “Dedichiamo a Denise Cosco un luogo vivo”

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La 35enne si sarebbe tolta la vita ad Ariccia: “Non deve più nascondersi solo adesso che è morta. La proposta di Mario Calabresi e l’omaggio di Don Ciotti: “Un grande dolore che ci interroga”

In alto Denise da bambina con la madre Lea; sopra, fiori in memoria della ragazza suicida a 35 anni, come la madre, posati da tanti cittadini e dall’aspirante candidato sindaco Mario Calabresi; il ricordo di don Luigi Ciotti che le è stato al fianco in una vita difficile segnata dalla tragedia familiare

In alto Denise da bambina con la madre Lea; sopra, fiori in memoria della ragazza suicida a 35 anni, come la madre, posati da tanti cittadini e dall’aspirante candidato sindaco Mario Calabresi; il ricordo di don Luigi Ciotti che le è stato al fianco in una vita difficile segnata dalla tragedia familiare

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Milano, 12 settembre 2026 – Adesso che è morta, Denise non deve nascondersi più. Persino al funerale di sua madre, o meglio alla commemorazione in piazza Beccaria di quei poveri resti trovati a quattro anni dalla morte e solo dopo le prime condanne dei suoi assassini in un terreno a San Fruttuoso, Denise aveva dovuto assistere “guardando dalle finestre, nascosta dietro le tende. Questo dà l’idea di quanto abbia pagato questa storia. Due volte: perché ha perso sua madre e per il suo coraggio di vivere con un’altra identità”, ha detto Mario Calabresi ieri, alla commemorazione, stavolta, della ragazza che si sarebbe tolta la vita a 35 anni.

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Mario Calabresi posa i fiori per Denise Cosco

L’uccisione della madre

La stessa età che aveva sua madre, la testimone di giustizia Lea Garofalo, nel novembre 2009 quando fu ammazzata da Carlo Cosco, ex compagno suo e padre di Denise, con cinque parenti e complici, uomini di ’ndrangheta. Denise aveva diciott’anni, “mi aveva colpito la sua fragilità ma anche un coraggio impressionante”, ha detto Calabresi che la conobbe qualche anno dopo, “pochi giorni prima che partecipasse al processo contro suo padre, contro quello che era stato il suo fidanzato (Carmine Venturino, che fece poi ritrovare circa duemila frammenti ossei di Lea, strangolata in un appartamento in piazza Prealpi e poi bruciata, ndr).

Milano, fiori e lacrime per la figlia di Lea Garofalo: “Dedichiamo a Denise Cosco un luogo vivo”

Una vita nell’ombra

E lei ebbe il coraggio di andare in aula, di testimoniare e difendere la memoria di sua madre” che “amava. Però è stata condannata a una vita nell’ombra, di solitudine. Penso che la città di Milano dovrebbe restituirle qualcosa. Dedicarle uno spazio vivo, comunitario”. Come il giardino intitolato a Lea in viale Montello, di fronte all’ex palazzo del Policlinico occupato che è stato per quarant’anni il fortino dei Cosco: lì, ieri, i fiori si sono accumulati per Denise.

Il dolore di don Ciotti

Sono arrivate alcune centinaia di persone, c’erano Nando Dalla Chiesa e don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera al quale Lea si era rivolta per chiedere aiuto, entrando nel sistema di protezione con Denise ancora bambina. “Ho conosciuto il coraggio della sua mamma che voleva donarle più serenità per il futuro – ha detto il sacerdote –. Non ho mai dimenticato questa parola: voleva farle questo dono, lei che aveva visto la violenza criminale mafiosa sulla sua pelle”.

E però non consola don Ciotti, perché nonostante il coraggio di Lea, Denise ha dovuto vivere nell’ombra. E il suo è stato “un grande dolore” che chiama “le coscienze. Non possiamo accontentarci delle cose che sono state fatte. È necessario assumerci ancora di più una responsabilità. La morte di Denise, saranno gli inquirenti a dire le modalità, pone una ulteriore riflessione”.

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Don Ciotti ha ricordato Denise e Lea

Il dramma ad Ariccia

Sì, perché ieri nella casa di Ariccia dove la figlia di Lea Garofalo viveva in segreto con il compagno prima di buttarsi dalla finestra del terzo piano domenica 6 settembre – è morta in ospedale dopo quattro giorni di agonia – sono arrivati magistrati della procura di Velletri e carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati: procedono contro ignoti per istigazioni al suicidio, sentiranno il compagno. Ieri a Denise è stata fatta l’autopsia.

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