Milano, allerta nuovi scontri per sabato. Le piazze dei ragazzini e i «rischi di saldatura con gli antagonisti»

L'assalto a Milano ed altre città sabato scorso da parte di bande di ragazzini incappucciati ha colto di sorpresa anche i veterani dei disordini di piazza, cioè le ali più dure di antagonisti, centri sociali, anarchici e pro-Pal. E negli ultimi giorni si sta assistendo - rilevano fonti di sicurezza - ad iniziali tentativi di salire sul carro dei nuovi contestatori da parte degli storici protagonisti degli scontri urbani. E le manifestazioni annunciate per sabato prossimo costituiranno un banco di prova per verificare eventuali saldature tra le diversi componenti della protesta violenta.

I giovanissimi in piazza

Un'analisi di quello che si muove in questo ambito e dei possibili sviluppi è stata fatta oggi dal direttore dell'Aisi, Bruno Valensise, ascoltato per oltre tre ore dal Copasir.

A fare più danni sabato scorso sono stati, soprattutto a Milano, ma anche a Bologna ed altrove, numerosi gruppi di giovanissimi - tra cui tanti minorenni, di seconda generazione, stranieri, ma anche italiani - richiamati da appelli sui social. Un'ondata caratterizzata dallo spontaneismo e che per le modalità di attivazione risulta difficile da intercettare da parte di intelligence e forze di polizia. Per capirsi, se il monitoraggio di centri sociali ed antagonisti consente agli apparati di sicurezza di avere il polso della situazione, è invece arduo prevenire le intenzioni di chi si autoconvoca su whatsapp nella piazza di una città per spaccare le vetrine dei negozi e fare razzia di sneakers. Non si rileva al momento, dietro questo nuovo fenomeno, una regia di altri Stati o gruppi stranieri. C'è, tuttavia, da parte di questi ultimi - come avviene per i disordini analoghi che si stanno registrando in Francia - il tentativo di cavalcarli, amplificarli e strumentalizzarli per raccontare un Occidente in rotta in una narrativa promossa per colpire i Paesi identificati come sostenitori dell'Ucraina, degli Stati Uniti o di Israele.

Antagonisti e anarchici

E c'è un altro aspetto all'attenzione degli organismi di sicurezza. Si sta infatti assistendo ad iniziali tentativi da parte degli ambienti antagonisti ed anarchici di interloquire con i nuovi soggetti che si sono affacciati con grande prepotenza nelle piazze reclamando un proprio spazio di manovra e di contrapposizione. Il rischio è quello di una saldatura dei diversi fronti, anche se gran parte dei giovanissimi di sabato scorso si sono mossi non per ragioni ideologiche ma sembra piuttosto animata da istanze nichiliste. La loro giovane età e la rabbia che li caratterizza li rende però - nelle analisi degli apparati - facilmente arruolabili per le violenze urbane. Per questo è importante ciò che accadrà sabato prossimo, quando sono convocate manifestazioni in tante città. Anche da parte del Movimento 17 ottobre che ha rivendicato gli scontri di quel giorno ed ha dato appuntamento per le 15 in luoghi simbolo di Bologna (piazza Nettuno), Milano (piazza Duomo), Torino (piazza Castello), Roma (Circo Massimo), Firenze (piaza Santa Maria Novella), Padova (piazza MAzzini), Bari (piazza Umberto I) e Genova (piazza De Ferrari), per una «mobilitazione permanente contro il governo dei padroni». Allerta alta a Milano, dove esordiranno i 500 parà inviati con l'ultimo decreto sicurezza e ci sono anche altri cortei in programma. Come anche a Roma, dove si svolgerà la manifestazione nazionale per la pace «Fuori l'Italia dalla guerra», a cui sono attesi circa 10mila partecipanti, con appuntamento alle 14 in piazza della Repubblica. La mattina nella Capitale sfileranno anche gli studenti di destra con lo slogan 'Sblocchiamo tutto'. Tra le mobilitazioni in programma, a Torino movimenti e studenti scenderanno in piazza al grido 'Noi la guerra non la paghiamo' e sempre per la pace si manifesterà anche a Padova e Bari. 

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