- Home
- Bologna
- Cronaca
- Minacce al sindaco Lepore, indagato Paolo Pazzaglia: “Risponderanno i miei legali”
L’imprenditore: “Sono in vacanza in barca, non mi è stato notificato nulla”. Ma sui social aveva detto: “Ti veniamo a prendere, finirai in un pozzo”

Paolo Pazzaglia, in barca, durante uno dei video finiti sotto la lente della Digos

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Bologna, 15 agosto 2026 – “Se non vai via, ti veniamo a prendere e ti cacciamo dentro a un pozzo”. Questa e altre frasi, gridate ai quattro venti in contenuti video pubblicati sui social, hanno fatto finire l’imprenditore Paolo Pazzaglia nel registro degli indagati per le minacce rivolte al sindaco Matteo Lepore. Tra i venti indagati per minaccia aggravata dal metodo informatico, infatti, compare anche il nome dell’ex playboy e storico proprietario della discoteca Capannina, rinomato locale sui colli che ha fatto ballare tre generazioni di giovani e finito al centro di una lunga battaglia giudiziaria con il Comune (è durata circa mezzo secolo) per alcuni spazi abusivi contestati alla proprietà, culminata poi con la demolizione nel 2020.
Insomma, l’astio di Pazzaglia per l’amministrazione comunale affonda senza dubbio le radici molto tempo addietro. Ma in questi giorni, con i video pubblicati sui suoi canali social contro Lepore, l’imprenditore ha attaccato direttamente il sindaco, con frasi che sono finite sotto la lente degli inquirenti che indagano sulle minacce per cui Lepore ha sporto denuncia, finendo poi sotto scorta.
"Non mi è stato notificato nulla, ma rimanderò tutto al mittente”
Pazzaglia, raggiunto al telefono dal Carlino mentre è in vacanza in barca, non si scompone: “Ancora non mi è stato notificato niente. E se mi dovesse arrivare qualcosa, rimanderò tutto al mittente”. E di nuovo si rivolge al sindaco: “Se c’è qualcosa che gli prude, lo faccia sapere ai miei avvocati”, dice aggiungendo un riferimento a quei legali “collusi col sindaco, che hanno fatto danni a Bologna e ai miei locali”.

Strategia dell’odio, le minacce a Lepore: 20 indagati. Tra gli accusati: negozianti del centro, studenti e residenti fuori regione
Gli sfoghi sui social
Ma riavvolgiamo il nastro: dopo la notte di guerriglia del 20 luglio scorso, scoppiata a margine della manifestazione convocata in piazza dal sindaco per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto al Pilastro durante un fermo di polizia, l’ex patron della Capannina ha affidato ai social sfoghi dai toni forti e anche provocatori: “Lepore, tu pensi che se ti dovessero cacciare, quando passi per strada non ti tirino dei cazzotti in faccia? – si domanda in un video – Io sarei il primo, ma non è una dichiarazione di guerra la mia: è un istinto”. E poi ancora: “Io penso, devi stare attento a scendere da casa tu, con tutti quelli che non la pensano come te. Oppure devi mettere un battaglione dei tuoi ’piazzaioli’ sotto casa tua a proteggere te e la tua famiglia”. Fino a, “se non vai via ti veniamo a prendere e ti cacciamo dentro a un pozzo. Non ti uccidiamo, ma ti portiamo su un’autostrada e poi te ne vai verso il Nord Africa”, definendo il sindaco “becchino” perché organizza presidi per “ragazzi morti, suicidati, violentati, ammazzati”. Ci sono anche altre frasi senza freni, come “la gente come me verrà a prenderti a calci in c...”, oppure insulti come “sei un poverino” o peggio. Tutte frasi che lo hanno fatto finire appunto sotto inchiesta.
L’iscrizione di Pazzaglia nel registro degli indagati, ovviamente, non significa che l’imprenditore sia colpevole dei reati contestati. L’esposto del sindaco Lepore (il suo avvocato è Tommaso Guerini) sarà depositato nei prossimi giorni in Procura e alla polizia postale.
© Riproduzione riservata