Minacce di morte al sindaco: "Devi fare la fine di Moro". L’autore sarà denunciato: "Clima d’odio, giù i toni"

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Messaggio choc sui social, invocati gli anni di piombo e il terrorismo. Scatta la querela, sono già una trentina per questo tipo di episodi. "La critica e il dissenso sono una cosa, l’incitamento alla violenza è un’altra" .

Il sindaco Massimo Mezzetti

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"Signor sindaco, spero che lei faccia la fine di Aldo Moro". È stato lo stesso Massimo Mezzetti a rendere noto ’l’augurio’ postato sui social sotto un suo post da D.B. (il sindaco ne fa il nome per esteso) come ennesimo esempio della valanga di odio che circola in rete. "Facebook – scrive Mezzetti – lo ha nascosto automaticamente, classificandolo come contenuto violento o minaccioso. Evidentemente non soddisfatto, il suo autore ha pensato bene di riproporlo sulla bacheca del proprio profilo. Un profilo nel quale, peraltro, compaiono altri post dal carattere pesantemente minaccioso nei miei confronti e non solo".

Ma cosa c’era scritto nel post? "Guardi signor sindaco con tutto il rispetto...ogni mattina che mi sveglio per la colpa che ha per aver distrutto questa città, spero di leggere sul giornale lo stesso articolo che ho letto quando morì Aldo Moro...onestamente se qualcuno le facesse fare la stessa fine credo che lei come pessimo uomo se lo meriterebbe...cordiali saluti". Ai primi di agosto aveva postato invece: "A una certa età si arriva a pensare che sarebbe ora che tornassimo agli anni di piombo quando ai politici giornalisti opinionisti gli si sparava alle gambe".

Il sindaco – per il quale è stata evocata la fine del presidente della Democrazia cristiana, rapito e poi assassinato dalle Brigate rosse nella primavera del 1978 – premette: "Non è la prima volta che mi capita e, temo, non sarà l’ultima. E qualche riflessione la meriterebbe anche vedere chi mette il proprio ’like’ sotto affermazioni di questo genere, contribuendo a legittimarle e a farle circolare. Quando leggo certe cose, il primo sentimento che provo non è rabbia e nemmeno risentimento. È piuttosto un misto di pena e inquietudine. Mi domando cosa possa portare una persona a coltivare un odio così profondo da arrivare a evocare, nei confronti miei, di altri esponenti politici o di giornalisti, atti di violenza e persino di matrice terroristica".

Naturalmente, prosegue Mezzetti, "anche il signor B., come altri prima di lui, sarà segnalato nelle prossime ore, tramite avvocato, alle autorità competenti. Non è una reazione dettata dalla volontà di intimidire qualcuno o di impedire la critica, anche la più aspra. La critica politica è libera. Il dissenso è libero. L’insulto, per quanto sgradevole, fa parte purtroppo del prezzo che chi ricopre un ruolo pubblico spesso si trova a pagare. La minaccia e l’incitamento alla violenza sono un’altra cosa".

Ed è proprio per questo che continuo a ripetere che tutti, "a cominciare da chi ha responsabilità pubbliche, dovremmo contribuire ad abbassare i toni e a non alimentare sentimenti di odio. Le parole hanno conseguenze. La continua rappresentazione dell’avversario politico, del giornalista, dell’amministratore o semplicemente di chi la pensa diversamente come un nemico da odiare e da eliminare può trovare qualcuno disposto a trasformare quelle parole in azioni. È questo che mi preoccupa davvero". Perché "può sempre esserci qualcuno che, immerso in un clima di odio e di violenza verbale, finisca per convincersi che passare dalle parole ai fatti sia non soltanto possibile, ma addirittura giusto o legittimo. La storia passata e presente, anche del nostro Paese, ci ha insegnato tragicamente che non si tratta di un’ipotesi astratta". Per questo, conclude il sindaco, "non bisogna abituarsi. Non bisogna minimizzare. E soprattutto non bisogna alimentare l’odio pensando che rimarrà per sempre soltanto odio scritto su uno schermo".

Mezzetti aveva già preso posizione sul tema quando ha annunciato a maggio scorso di aver presentato denuncia "contro chi lo ha infamato e diffamato con affermazioni al limite della minaccia" sul caso di Salim El Koudri, il criminale che ha investito la folla con la sua auto. Sono una trentina le denunce depositate, a cui si aggiungerà anche questa.

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