Montebelluna, Novation Tech rilancia con Keyhaven e i francesi di Committed Advisors: nuovo fondo da 100 milioni

TREVISO - A nove anni dall'ingresso nel capitale di Novation Tech, gli inglesi di Keyhaven rinnovano la scommessa. E lo fanno orchestrando un'operazione polifonica: i vecchi investitori sono liberi di restare o uscire, il private equity francese Committed Advisors entra nel nuovo veicolo iniettando il grosso del capitale, e reinveste pure l'ad Luca Businaro.

Il fondo da 100 milioni di euro, che ha registrato richieste di sottoscrizione superiori all'offerta, consentirà all'azienda di Montebelluna, specializzata nei componenti in fibra di carbonio e materiali compositi avanzati per l'automotive di lusso, lo sport e le applicazioni industriali, di finanziare anche investimenti produttivi, innovazione tecnologica e acquisizioni. Ne è entusiasta Businaro: «In cinque anni - afferma - il business aerospaziale, sul quale stiamo muovendo i primi passi, potrebbe arrivare a rappresentare il 25% del nostro fatturato».

Il veicolo è l'obiettivo

Se il fondo ha scelto di restare, un motivo c'è. Certo, l'approccio di Keyhaven non è mordi e fuggi. Ma, allo stesso tempo, in nove anni l'azienda ha più che quadruplicato i ricavi e moltiplicato per oltre sette volte il margine operativo lordo. Evidentemente, secondo il private equity britannico, esiste ancora del potenziale inespresso.

Così, ha individuato nel continuation vehicle lo strumento finanziario corretto per rinnovare la propria scommessa veneta. In sostanza, è stata offerta agli investitori già presenti nei fondi Keyhaven la possibilità di uscire ottenendo liquidità oppure di continuare a partecipare alla crescita di Novation Tech attraverso il nuovo veicolo, interamente dedicato all'azienda trevigiana.

Il principale investitore è Committed Advisors: gestore internazionale (con sede a Parigi) specializzato in operazioni sul mercato secondario - quello in cui si comprano o si vendono partecipazioni in aziende o quote di fondi già esistenti - con particolare interesse per il segmento delle medie imprese. Ma al capitale, sebbene in minoranza, partecipa lo stesso Businaro che ha liquidato le proprie azioni di Novation Tech e reinvestito tutto nel nuovo fondo. «A distanza di appena un mese e mezzo dalla missione organizzata da Intesa Sanpaolo nella Silicon Valley, dedicata alla filiera aerospaziale - racconta - stiamo già realizzando un primo prototipo per verificare se il nostro materiale composito possa sostituire alcuni componenti attualmente realizzati in alluminio. L'America, anche per le politiche dell'attuale governo, tende a non acquistare dalla Cina, quando può evitarlo - aggiunge Businaro -. E per noi questo rappresenta un'opportunità, del resto negli Usa la presenza di produttori di componenti in carbonio è molto più limitata rispetto all'Europa».

L'identikit

Nata nel 1967 come produttrice di stampi, Novation Tech è stata parte del gruppo Nike dal 1996 al 2004, prima di passare sotto il controllo di Aksìa. Nel 2007 la svolta verso la fibra di carbonio, nel 2011 il primo stabilimento estero in Ungheria. Acquisita nel 2017 da Keyhaven e dal management, ha poi aperto impianti in Croazia e Tunisia e acquisito Citre Color nel 2023 (verniciatura di componenti in carbonio e plastica) e la portoghese MPC Designworks nel 2025 (design e sviluppo di componenti per il settore automobilistico). Con sei stabilimenti produttivi, ha chiuso il 2025 con 117,6 milioni di euro di ricavi consolidati, sostanzialmente stabili rispetto al 2024, e un margine operativo lordo di circa 16 milioni, pari a una marginalità del 13,7%. L'utile netto è aumentato del 35,3%, a 4,6 milioni di euro.