Muezzin sveglia i sacilesi, l'europarlamentare Cisint: «Non ci rispettano. Torniamo a difendere identità, sicurezza e libertà»

SACILE (PORDENONE) - Si tratta del rumoroso segnale di un'integrazione fallita. L'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint torna sulla segnalazione sacilese di un improvvisato "muezzin" che, un paio di notti fa, ha svegliato più di qualche residente a San Michele, con il suo cantilenare notturno. 
Un invito alla preghiera islamica che, secondo l'esponente politica, rappresenta il sintomo del fallimento dell'integrazione, ma anche «La progressiva rinuncia a difendere la nostra identità culturale e le regole della convivenza civile». Cisint ironizza affermando che si passa, così, «dal canto del gallo all'alba al grido del muezzin in piena notte, cosa che accade nell'italianissima Sacile e non al Cairo». 
L'episodio è quello raccontato dal Gazzettino, che ha raccolto la testimonianza del sacilese Marcello, che ha poi trovato conferma in altri abitanti di un quartiere che, più di altri a Sacile, ospita etnie diverse. 

LE REGOLE

Secondo Cisint, «Da troppo tempo si pretende che siano gli italiani ad adattarsi a usanze e comportamenti che nulla hanno a che vedere con la nostra storia e i nostri valori. Chi sceglie di vivere in Italia deve rispettare il nostro ordinamento e il contesto culturale del Paese che lo accoglie, non importare modelli con esso incompatibili». Per Cisint, episodi come quello raccontato dai residenti, «dimostrano quanto sia urgente affrontare senza ipocrisie il tema dell'Islam politico e della radicalizzazione». 

La battagliera ex sindaca di Monfalcone precisa poi che, «non è islamofobia pretendere il rispetto delle regole. È buon senso. L'Europa e l'Italia devono smettere di inseguire il multiculturalismo ad ogni costo e tornare a difendere identità, sicurezza e libertà. Chi continua a minimizzare questi segnali contribuisce a rendere sempre più estranei i cittadini nelle loro stesse città». 

RISPETTO DELLA QUIETE

Torna sull'episodio anche la consigliera regionale Lucia Buna. L'esponente pordenonese si sofferma sull'aspetto più pratico della faccenda. Far rumore di notte disturba il sonno altrui ed è vietato, «Non posso che constatare che l'idea che si possa non rispettare le regole, qualsiasi regola la società si sia data, non aiuta ad una civile convivenza tra culture diverse. Per il resto credo che si debba lavorare per arrivare a regole chiare e rispettose dei valori, delle tradizioni e della cultura dei nostri territori e della storia del popolo italiano. Integrarsi significa andare incontro alla cultura che ospita, prima che il contrario. I miei genitori hanno vissuto in Svizzera ed era richiesto loro di rispettare le tradizioni locali, cosa che comprendevano benissimo - Buna chiosa con una speranza - Il fatto che la scorsa notte il fenomeno non si sia ripetuto fa sperare che si sia compresa l'inopportunità di quel comportamento». 

L'europarlamentare Cisint, invece, rilancia: «Nella nostra proposta di legge affrontiamo in modo molto chiaro questo tema: basta anarchia e basta lassismo verso gli enti religiosi che non hanno stipulato una convenzione con lo Stato. Patti chiari e, soprattutto, no a predicazioni illegali, liberticide e fomentatrici di odio». 
Nel frattempo la notte scorsa è trascorsa silenziosa e tranquilla. Non sono arrivate altre segnalazioni di cantilene arabe ascoltate in piena notte come invito alla preghiera musulmana. Come ha riportato Il Gazzettino, la segnalazione di tre notti fa si concentrava nella zona di via Brigata Menotti, dove si trovano vari appartamenti popolari. Non è la prima volta che Sacile fa i conti con l'Islam. Gli episodi più eclatanti risalgono a due o tre anni fa. Su tutte, la scritta nera riportante il primo versetto del Corano "spraiata" sul campanile di San Odorico, altro quartiere dove la presenza di più etnie diverse è ben visibile.