Infortuni sul lavoro 2026: crescono i casi, calano i morti. +5,5% tra studenti

Nei primi sei mesi 2026 aumentano gli infortuni sul lavoro. In lieve calo i morti: sono 482. Anche 12 studenti

Quattrocentosettanta persone: 2,6 al giorno. Che salgono a 482 se si sommano anche gli studenti. Sono i morti in un infortunio sul lavoro (342) o mentre ci andavano (128) nei primi sei mesi del 2026, stando ai dati provvisori dell’Inail aggiornati al 30 giugno. Quindici vittime in meno rispetto alle 485 dello stesso periodo dell’anno scorso, ma il calo non basta a delineare un miglioramento complessivo della sicurezza. Mentre diminuiscono le denunce di infortunio mortale, infatti, aumentano gli incidenti non mortali (+4,7%), crescono del 16,7% le malattie professionali e peggiorano i dati in alcuni dei comparti più esposti, dalle costruzioni alla sanità.

I decessi “in occasione di lavoro” diminuiscono del 4,2%, quelli in itinere del 7,2%. La intensità del calo spiega perché la quota delle morti sul posto di lavoro sul totale salga dal 72,1% al 72,8%. Il tasso di mortalità scende a 1,46 decessi ogni 100mila occupati, rispetto a 1,48 della prima metà del 2025. La riduzione riguarda soprattutto l’industria e i servizi e l‘agricoltura, ma non tutti i settori seguono la stessa tendenza. Le costruzioni passano da 53 a 59 denunce mortali, i servizi di supporto alle imprese da 14 a 25, la sanità e assistenza sociale da 3 a 8 e la pubblica amministrazione da 2 a 6. Restano stabili trasporto e magazzinaggio (47 decessi), mentre diminuiscono le morti nelle attività manifatturiere, nel commercio e nella ristorazione.

Il profilo delle vittime mostra alcuni cambiamenti significativi. Calano i decessi tra gli uomini (da 338 a 319), mentre aumentano – pur restando minoritari – quelli tra le donne (da 19 a 23). Diminuiscono le denunce che riguardano lavoratori italiani (da 282 a 247) e crescono quelle riferite a lavoratori stranieri (da 75 a 95). In aumento anche le vittime tra i lavoratori più anziani, tra i 60 e i 74 anni (da 72 a 82) e tra i 20 e i 39 anni (da 52 a 61), mentre nella fascia centrale tra i 40 e i 59 anni i decessi scendono da 218 a 190.

Per quanto riguarda i territori, emergono cali al Sud (da 87 a 75), nel Nord-Ovest (da 95 a 91) e nel Nord-Est (da 78 a 76), incrementi al Centro (da 60 a 63) e parità nelle Isole (37 in entrambi i periodi). Le regioni con i maggiori cali sono Basilicata, Abruzzo, provincia autonoma di Bolzano, Friuli-Venezia Giulia e Umbria, mentre aumentano i morti nel Lazio, in Emilia-Romagna, in Calabria e nella provincia autonoma di Trento. A morire sul lavoro sono soprattutto gli uomini, anche se i numeri sono in calo, da 338 a 319. La percentuale delle donne, seppur con numeri assoluti decisamente minori, è invece in crescita, passando da 19 a 23 denunce. Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 282 a 247) e aumentano quelle degli stranieri (da 75 a 95), mentre a morire sono i più giovani e i più anziani: da 72 a 82 casi tra i 60-74enni e da 52 a 61 tra i 20-39enni, mentre nella fascia 40-59 anni i numeri scendono da 218 a 190.

Infortuni non mortali in aumento

Crescono gli infortuni non mortali, sia sul luogo di lavoro – 213.985 in totale, +4,7% rispetto all’anno precedente – sia in itinere, dove le denunce sono cresciute dell’8,8%. Si tratta di 880 denunce ogni 100mila occupati a fronte delle 845 del 2025. La percentuale di infortuni sul lavoro sul totale delle denunce, sempre al netto degli studenti, scende invece dall’81,9% della prima metà del 2025 all’81,3% del 2026. Gli infortuni crescono in tutti i territori, anche se con percentuali diverse, tranne nelle province autonome di Trento (-1,8%) e Bolzano (-1,2%) e in Valle d’Aosta (-0,6%). Per quanto riguarda i settori, la crescita si registra soprattutto nella Sanità e assistenza sociale (+5,3%), nel Trasporto e magazzinaggio (+4,8%) e nel Commercio (+3,8%). L’aumento si registra per entrambi i generi (+6,2% per le donne e +4% per gli uomini) e per diverse proveniente (stranieri +7,6%, italiani 3,8%). L’analisi per classi di età mostra incrementi generalizzati, in particolare tra i 60-69enni (+10,1%), tra i 20-29enni (+6,7%) e tra i 30-39enni (+4,6%).

In aumento del 16,7% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 59.480. Le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate sono quelle riguardanti il sistema muscolare e osseo e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.

+5,5% di infortuni tra gli studenti

Tra gli studenti di ogni ordine e grado sono stati denunciati 52.301 infortuni, in aumento del 5,5% rispetto ai 49.581 del primo semestre 2025, di cui il 97% durante le attività scolastiche e il 3% in itinere. Tra loro, 550 sono studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro“, in riduzione del 52% rispetto a giugno 2025. Dodici i casi mortali denunciati all’Inail, in aumento rispetto ai sette del 2025. Il 94% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 6% gli studenti delle scuole non statali e private.