Nella corsa tra i due centravanti l’ex Fiorentina ha sfruttato bene la maglia da titolare, mentre l’ucraino ha dimostrato tanta ruggine. Fisico e movimenti, Piccoli prende posizione. E dopo il primo giro è già davanti a Dovbyk

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Nella corsa tra i due centravanti l’ex Fiorentina ha sfruttato bene la maglia da titolare, mentre l’ucraino ha dimostrato tanta ruggine. Fisico e movimenti, Piccoli prende posizione. E dopo il primo giro è già davanti a Dovbyk

Nel buio di una serata storta il Bologna alla voce centravanti intravede un barlume di luce: la luce di Roberto...

Roberto Piccoli, 25 anni: è partito titolare contro la Lazio, buona gara la sua

Roberto Piccoli, 25 anni: è partito titolare contro la Lazio, buona gara la sua

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Nel buio di una serata storta il Bologna alla voce centravanti intravede un barlume di luce: la luce di Roberto Piccoli. Intendiamoci: parliamo di un vago bagliore, che assomiglia più a una speranza di luce vera che a un flusso già luminoso. Eppure è una nota lieta, nel contesto di una partita in cui le note positive per i rossoblù si sono contate, a star larghi, sulle dita di una mano.

Se un centravanti si giudicasse solo dai freddi numeri quelli messi insieme da Piccoli nell’ora giocata con la Lazio non autorizzerebbero troppi voli pindarici: un tiro finito fuori dallo specchio (nel primo tempo, sul corner di Miranda), una sponda, un dribbling e 6 passaggi riusciti, 4 duelli vinti e 7 persi, un pallone recuperato e 2 persi, 2 falli commessi e 3 subiti, più un fuorigioco fischiatogli da Maresca.

Dietro ai numeri, però, c’è un centravanti che al suo debutto in maglia rossoblù ha mostrato la condizione atletica di chi aveva fatto un precampionato da protagonista con la Fiorentina (3 i gol pesanti segnati con i viola in amichevole), oltre che la ‘garra’ e la gamba giusta, condizioni indispensabili per provare a non far rimpiangere troppo Santiago Castro (che peraltro diventerà presto papà, dopo che ieri ha annunciato la gravidanza della moglie Agustina).

Destini che s’incrociano. E a maggior ragione s’incrociano per Piccoli, che lunedì sarà di nuovo il ‘nove’ titolare dei rossoblù nella sua Bergamo, sfidando quell’Atalanta che lo ha forgiato come calciatore e in cui ha trovato un grande sponsor in Giovanni Sartori, il vero ispiratore dell’operazione che tra un anno al novantanove per cento (l’unica condizione è la permanenza dei rossoblù in A...) farà di Piccoli un calciatore del Bologna a tutto tondo, riscattato, in cambio di 18 milioni, dalla Fiorentina.

Curiosa storia quella del Piccoli ragazzo con la valigia che torna nella sua culla. Già perché ridendo e scherzando, ma soprattutto cambiando casacca, il centravanti con i natali a Sorisole a soli 25 anni ha già giocato almeno una partita in nove diversi club di A: Atalanta, Spezia, Genoa, Verona, Empoli, Lecce, Cagliari, Fiorentina e adesso Bologna. Nell’era dei tre punti a vittoria, cioè dal 1994-95, solo Nicola Amoruso (12 squadre), Marco Borriello (12), Matteo Brighi (10), Albeto Gilardino (10) e Marco Rossi (10) hanno ‘viaggiato’ più di Piccoli.

Bergamo per lui sarà un altro banco di prova, in attesa che Artem Dovbyk si scrolli di dosso la ruggine. Ecco uno dei tanti Problemi con la P maiuscola con cui deve fare i conti oggi Tedesco: dover rimettere in sesto, a stagione in corso, un centravanti zavorrato da un lungo stop. Ma se Piccoli manterrà le promesse (e se i compagni riusciranno a rifornirlo di palloni, cosa che con la Lazio non si è verificata) forse il bergamasco con la valigia potrà piantare finalmente le tende.

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