Ogbeide, il gigante. "Sono rimasto colpito dal calore del PalaBigi»

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Ogbeide, come si sta ambientando a Reggio? "Fin dal primo giorno ho notato che questo gruppo si sta già trovando bene...

Ogbeide, come si sta ambientando a Reggio? "Fin dal primo giorno ho notato che questo gruppo si sta già trovando bene...

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Ogbeide, come si sta ambientando a Reggio? "Fin dal primo giorno ho notato che questo gruppo si sta già trovando bene insieme, si sente che c’è qualcosa di vero e bello, è la base per crescere e costruire qualcosa di positivo. Vedremo cosa".

Quanto ha inciso nella sua scelta il fatto di avere già lavorato con il manager Sambugaro? "La presenza di Marco ha avuto un impatto forte, non c’è dubbio. Anche perché conosco già come mette insieme le squadre e sa far funzionare le cose. Qui ci sono tutte le potenzialità di fare davvero molto bene".

In altre squadre era abituato a giocare anche oltre trenta minuti a partita, con Echenique il minutaggio sarà probabilmente più equamente diviso. Come vede questa convivenza? "Non conoscevo le caratteristiche di Jaime prima di venire qui, ho solo visto qualche partita. Tuttavia il sistema di Reggio è noto: c’è molta condivisione delle responsabilità; poi affronteremo tante partite, due competizioni, quindi ci saranno tanti minuti a disposizione ma, soprattutto, tante opportunità per trovare il modo di fare la cosa più utile alla squadra. Non vedo quindi problemi di coesistenza".

L’ultima volta che ha sfidato i biancorossi è stato in gara 3 dei playoff con Trapani, due annate fa… "Sì, ricordo quel match, e la cosa che più mi è rimasta impressa è, senza dubbio, il calore del PalaBigi. Oltre al fatto, ripensando a come abbiamo affrontato quella serie, ho avuto modo di notare che, in questi anni, Reggio è rimasta sempre ad alto livello, in Italia e in Europa, con continuità".

Cosa ama fare quando non gioca a basket? "Viaggiare, conoscere posti nuovi, e stare il più tempo possibile coi miei familiari".

Il giocatore che possiamo considerare il suo idolo? "Hakeem Olajuwon, la sua figura mi ha aiutato moltissimo a crescere cestisticamente e mi ha ispirato lungo tutta la mia carriera".

Non a caso il nuovo lungo della Una Hotels da sempre gioca con il numero 34, lo vestirà anche in biancorosso e proprio per celebrare Olajuwon, probabilmente il miglior pivot Nba degli anni ‘80 e ‘90. Nigeriano di origine come Ogbeide.

Derek Ogbeide si è raccontato ieri pomeriggio tra una foto e l’altra vicino alle autovetture che la concessionaria Severi & Scorcioni, divenuta top sponsor biancorosso e dove si è svolta la presentazione sua e di Smith, metterà a disposizione di diversi giocatori.

Anche su di lui il general manager Marco Sambugaro ha tracciato la ’carta d’identità’. "Ogbeide - dice il dirigente biancorosso sul centro di passaporto canadese che farà coppia con Echenique a presidio dei tabelloni - l’ho avuto in passato a Pistoia e quindi posso dire di conoscerlo molto bene, ha le caratteristiche che cercavamo: è un eccellente rimbalzista, un atleta verticale, molto bravo a fare i blocchi e rollare poi verso il canestro. Era esattamente il tipo di lungo che desideravamo".

Gabriele Gallo

© Riproduzione riservata

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